Il privilegio di potersi lamentare (ogni tanto)

0
Tweet about this on TwitterShare on Facebook15Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Share on Google+0Share on Tumblr0Email this to someonePrint this page

Lamentarsi un pochino – non dico tanto – non è per tutti. Questa è l’ultima volta che ci ho provato con diversi interlocutori!

QUELLI CON I FIGLI PIU’ GRANDI

IO “… e insomma non ti dico i problemi che stiamo avendo con i compiti, il pomeriggio…”

L’ALTRO “Eeeeeh… figurati! Questo è niente! Poi vedi alle medie!”

“Sì, certo, ma con le attività di mezzo…”

“Eeeeh, figurati! Quelle le chiami attività? Vedi poi quando cominciano con l’agonismo!”

“Sì, ok, ma è pur vero che…”

“Eeeeh, figurati! Dopo, “è pur vero”, non avrai nemmeno il tempo di dirlo!”

“Sì, però…”

“Eeeeh…”

QUELLI CON I FIGLI PIU’ PICCOLI

“… i pomeriggi sono diventati un inferno! Praticamente…”

“Praticamente cosa? Io sono 10 notti che non dormo che quella di due mesi continua a svegliarsi per la poppata! Ogni svegliata è un anno di vita che ci toglie! E l’altro? Ne vogliamo parlare? Che lo stiamo spannolinando da una settimana e continua a spiscettarmi per tutta casa e noi dietro con lo straccio? Eh? Ne vogliamo parlare? No, dì, dì…”

“No, niente, niente. Tutto bene…”

QUELLI CHE NON HANNO FIGLI

“Guarda, mio figlio grande mi sta facendo impazzire…”

“Sì, però ti rendi conto che ormai parli solo di bambini e di problemi? Ieri la cacca, oggi i compiti… non è che la vita ruota tutta intorno a questo! Apri un po’ i tuoi orizzonti!”

“Certo, certo… no era per dire: Guarda mio figlio grande. Finita la frase. Poi ti dicevo che mi sta facendo impazzire l’ultima mostra di Manet e Parigi Moderna…”

I NONNI

“… è che proprio non ha voglia di mettersi sotto! Passiamo due ore a contrattare…”

“Eh bello mio! Cosa credevi? Che fare il genitore fosse facile? Ci siamo passati tutti! Te lo avevo detto io! Hai voluto la bicicletta? E adesso è così! Quindi? Che stavi dicendo?”

“Niente… TUTTO BENISSIMO!“

IL CAPO

“… scusa il ritardo, ma non riesco proprio a risolvere il problema del grande…”

“Allora, non cominciamo. Siamo chiari: i problemi familiari finiscono quando varchi quella porta. Qui in ufficio, gli unici problemi di cui si parla sono quelli inerenti al lavoro. E devono essere accompagnati da relativa soluzione.”

“Certo, appunto… ti dicevo proprio che la DEL GRANDE SRL ci sta causando alcuni problemini… che riuscirò sicuramente a risolvere, per cui fai finta che non ti ho detto niente”

AL CONFESSIONALE

“E quindi, Padre, non riesco a parlare proprio con nessuno di questo problema…”

“Va bene figliolo. Siamo qui per questo. Ma da quanto tempo non ti confessi?”

“COME SI E’ FATTO TARDI!!! VABE’ RIPASSO, OK? GRAZIE…”

ALTRI

“Ma tu pensi che il nostro sia un problema di approccio generazionale, in cui il cambiamento repentino dei mezzi di comunicazione e delle tecnologie sta compromettendo la nostra capacità di relazionarci con la generazione successiva?”

“Papà, ma io ho solo 6 anni… Non lo so nemmeno cosa vuol dire “repentino”

ALTRI 2

“Guarda, non so proprio come fare… ma te lo dico non per avere per forza qualche consiglio! Anche solo per sfogarmi un po’!”

PASSANTE: “Va bene, ma io le avevo solo chiesto l’ora!”

SU FACEBOOK

POST: SERATA TERRIBILE A FARE I COMPITI CON I FIGLI

Commentatore 1: Già… faccina triste

Commentatore 2: E’ vero… faccina che ride

Commentatore 3: Per me uguale!… faccina dell’Urlo di Munch

Commentatore 4: Eh, beato te che puoi passare i pomeriggi con loro a casa invece di lavorare

Commento mio: Guarda che avevo lavorato prima!

Commentatore 5: Perché, che hai con quelli che non lavorano?

Commentatore 6: Certo che lamentarsi dei compiti quando nel mondo milioni di persone muoiono di fame…

Commentatore 7: E quelli che non possono avere figli?

Commentatore 8: E quelli che non possono avere serate?

Commentatore 9: E quelli che non possono avere compiti?

Commento mio: Va beh, sì, non drammatizziamo…

Commentatore 6: Superficiale!

Commentatore 4: Assenteista!

Commentatore 5: Razzista!

Commentatore 7: Mostro!

…IL POST E’ STATO RIMOSSO

FINALE

IO “… e questo è quanto! Grazie per la pazienza con cui mi hai ascoltato, dall’inizio alla fine. Sei stato un tesoro. Ma non hai nulla da dirmi? Un commento, un consiglio… dì tu!”

“BAU”

 

 

Diritto d’autore: halfpoint / 123RF Archivio Fotografico


Autore del post