Partecipazione, democrazia e importanza del gruppo: strumenti per combattere il bullismo

 

bullismo a scuolaOggi ricorre la Giornata dei Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza e dopo la riflessione dell'educatrice Mariapaola Ramaglia, parliamo ancora di diritti dei bambini e di bullismo insieme a Elisa Capuano, mediatrice culturale.

 

Ogni anno, all'avvicinarsi del 20 novembre, anniversario della Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, mi ritrovo a riflettere sullo stato dell'arte – come mi piace definirlo – ossia su quale sia realmente la condizione di bambini e adolescenti, su come e quanto i diritti contenuti in questo fondamentale documento siano garantiti.

I diritti dei minori sono sicuramente un territorio impervio da esplorare; perfettamente chiari sulla carta, sovente incontrano una serie di difficoltà quando devono essere tradotti in azioni concrete e talvolta accade che, anche laddove ne venga riconosciuta l'importanza, alcuni di essi non vengano considerati prioritari rispetto ad altri, rischiando però di sottovalutarne il potenziale per il processo di crescita: è il caso del diritto alla partecipazione.

Enunciato nell'articolo 12 della Convenzione, esso sancisce il diritto di ciascun under 18 di essere protagonista della propria vita e di prendere attivamente parte a tutte le scelte e i provvedimenti che lo riguardano e per fare ciò necessita di forme d'ascolto calibrate sulle sue esigenze, di spazi di reale coinvolgimento.


Sperimentando la partecipazione si impara a conoscere il funzionamento della democrazia sin da piccoli, scoprendo nel contempo i meccanismi delle dinamiche relazionali; ci si avvicina così all'altra faccia del diritto, la responsabilità.

 

Proprio perché concorre allo sviluppo di una maggiore consapevolezza di sé e degli altri, l'esercizio del diritto alla partecipazione risulta essere prioritario, in quanto, seppur richiede interventi mirati e complessi per la sua garanzia, può essere visto come una chiave di volta per prevenire e risolvere situazioni di disagio, di conflitto dai quali ancora oggi, a distanza di 22 anni dalla ratifica della Convenzione, i bambini e gli adolescenti non sono esenti.
Purtroppo avrei un'ampia rosa di forme di disagio tra cui scegliere, ma il fenomeno su cui mi vorrei soffermare e fare alcune riflessioni è quello del bullismo.

 

Quando si pensa a questo problema si è portati a immaginare una relazione conflittuale tra due soggetti, la vittima e il bullo, legati da un rapporto fatto di violenze, soprusi e abusi sistematici, le cui conseguenze sono limitate solo ed esclusivamente a loro.
Da un'osservazione più approfondita del fenomeno, possiamo però capire che la realtà è diversa; oltre al bullo e alla vittima, infatti, sono coinvolti tutta una serie di attori, che a vario titolo contribuiscono a rafforzare o comunque a mantenere immutata la situazione di squilibrio e che in letteratura assumo diversi nomi a seconda del grado di coinvolgimento: aiutante, colui che spalleggia attivamente il bullo nelle sue azioni, sostenitore, che pur non intervenendo lo appoggia con risate e segni d'apprezzamento, difensore della vittima, che si oppone alle angherie e infine l'esterno, lo spettatore che sta a guardare senza fare o dire niente.

Da questa fotografia emerge che il bullismo non è un problema che coinvolge solo singoli individui, quanto piuttosto il risultato di un'interazione sociale, ed è proprio su questa dimensione che bisognerebbe agire per arginare il fenomeno.
Ma perché intervenire solo su bullo e vittima non può essere considerata una soluzione al problema? In primo luogo perché il bullo non è motivato a modificare i suoi comportamenti, poiché essi gli recano vantaggi; egli non percepisce sé stesso e le sue azioni come problematiche.  Allo stesso modo, supportare individualmente la vittima è sì un intervento efficace e indispensabile, che però non risolve da solo il problema: quando la vittima smetterà di essere tale, il bullo non farà altro che sceglierne un'altra, si sposterà il problema  senza però  risolverlo.

gruppo ragazzi scuolaPoiché il maggior numero di casi di bullismo si verifica a scuola e in particolare in classe, l'ambito scolastico diventa il luogo privilegiato d'azione per contrastarlo, ed è proprio qui che entra in gioco il vero strumento di modifica di determinati comportamenti: il gruppo. Per intervenire efficacemente è necessario sfruttare il gruppo classe come risorsa per isolare atteggiamenti aggressivi e per supportare le vittime, evitando l'esclusione e l'insorgere di forme di disagio che possono comprometterne seriamente la vita, non solo scolastica; è necessario spingere tutti gli attori coinvolti a prendere posizioni in merito a determinate situazioni, a opporsi ad atti di violenza di qualunque tipo, educando, quindi, a quella che viene definita una partecipazione attiva, che diventa l'elemento qualificante di ogni intervento scolastico sul bullismo.

Il bullismo non si può risolvere solo con l'intervento di un esperto esterno, ma richiede il coinvolgimento di tutte le componenti scolastiche: studenti, genitori, personale non docente e insegnanti.
Il compito di quest'ultimi, di primaria importanza, sarà quello di promuovere una cultura scolastica incentrata sui principi della democrazia, della tolleranza, della legalità e dell'aiuto reciproco, proponendo un modello in cui i bambini possano conoscere e fare propria la vita di comunità, i benefici del condividere spazi e tempi positivamente, tutti fattori che concorrono allo sviluppo di competenze sociali in ambito scolastico.

Il bullismo, come abbiamo visto, ha una natura sociale e tale aspetto impone agli educatori a tutti i livelli di impegnarsi attivamente, per fare in modo che sin da piccoli i bambini siano spinti alla convivenza civile e al confronto.
Poiché il bullismo è sinonimo di tirannia, esso può essere debellato solo mettendo in atto la democrazia, mediante il coinvolgimento degli alunni nella vita della scuola e nelle decisioni che ne derivano.

La classe diventerà così un luogo di scambio, uno spazio in cui imparare a parlare delle proprie emozioni ma anche dei problemi e a considerare i conflitti non come qualcosa di negativo, ma come una componente delle relazioni umane: in quest'ottica si potrà riflettere su temi quali l'esercizio del potere e della forza fisica ed imparare ad assumersi le proprie responsabilità personali e collettive. Si potranno così sviluppare forme di empatia che concorrano al radicarsi di un senso di solidarietà verso chi è in difficoltà e la capacità di far valere le proprie opinioni nel gruppo anche se in minoranza; il conflitto da problema si trasforma così in occasione di crescita, agendo su un duplice livello, sociale e individuale.

Aiutarli a migliorare le competenze relazionali, a discutere costruttivamente, a conoscere ed esprimere meglio sé stessi e le proprie emozioni, definendo insieme a bambini e adolescenti  regole condivise – e le relative sanzioni qualora vengano infrante -  questo vuol dire educare alla partecipazione.
Riconoscere ogni componente del gruppo e il ruolo che ognuno riveste è il primo passo e non solo per contrastare e ridurre il bullismo, ma per insegnare ai più piccoli come vivere le proprie relazioni, perché non è mai troppo presto per imparare la democrazia.

 

Fonti:

Iannaccone Nicola, Stop al bullismo – Strategie per ridurre i comportamenti aggressivi e passivi a scuola, Edizioni La Meridiana

Iannaccone Nicola, Né vittime, né prepotenti – Una proposta didattica di contrasto al bullismo, Edizioni La Meridiana

www.stopalbullismo.it

COMMENTI  

Francesca
0RE: Partecipazione, democrazia e importanza del gruppo: strumenti per combattere il bullismoFrancesca2011-12-02 08:50#
Bisognerebbe distribuire questo interessante e profondo articolo nelle scuole, perché tutte le insegnanti devono essere al corrente. Io comincio a darlo a una mamma la cui figlia è vittima di una "bulla". Spero che lo consegni alla maestra e che magari riesca ad intervenire!
Rispondi | Rispondi con citazione | citazione
Manuela di Mammeacrobate
0RE: RE: Partecipazione, democrazia e importanza del gruppo: strumenti per combattere il bullismoManuela di Mammeacrobate2011-12-02 17:51#
Cara Francesca abbiamo accolto il tuo consiglio e abbiamo inserito un pdf dell'articolo scaricabile così che ognuna possa conservarlo e distribuirlo a scuole, insegnanti o amiche mamme.
Grazie per il consiglio!!
Rispondi | Rispondi con citazione | citazione

Aggiungi commento


Codice di sicurezza


Aggiorna

http://www.facebook.com/MammeAcrobate twitter https://plus.google.com/107877513055182828813/posts http://feeds.feedburner.com/mammeacrobate/news http://www.mammeacrobate.com/contatti.html

I NOSTRI BLOG