Mamma e lavoro

Dote Conciliazione: un possibile sostegno per le mamme che lavorano

Dote conciliazioneLa possibilita’ di conciliare famiglia e lavoro nel nostro paese e’, come sappiamo, un tasto dolente per molte mamme lavoratrici o che sono state costrette ad abbandonare il posto di lavoro in seguito alla nascita del proprio figlio.

 

I servizi di sostegno alla famiglia sono infatti ancora carenti o eccessivamente costosi, anche considerando il livello medio attuale degli stipendi.


 

Una possibile risposta a questo problema arriva dalla Regione Lombardia, la quale ha avviato in alcune della sue province (Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Mantova e Monza Brianza) la sperimentazione della Dote Conciliazione, suddivisa in Servizi alla Persona e Servizi alle Imprese.

 

Conciliazione famiglia-lavoro: arrivano i voucher Inps per servizi di baby-sitting

voucher baby sitterBuone notizie dalla Riforma del Lavoro sul fronte del sostegno all’occupazione femminile e della conciliazione tra lavoro e famiglia.


Dopo la lotta alle dimissioni in bianco e il congedo di paternita’, viene infatti introdotta la possibilita’ di avvalersi di voucher Inps da utilizzare per servizi di baby-sitting.

 

8 marzo…pochi motivi per festeggiare

8 marzo 20128 marzo, Festa della donna.

Giorno che da sempre spinge a fare un bilancio, purtroppo spesso dolente, sulla condizione femminile attuale. Anche ieri sul Corriere della Sera diversi articoli ci hanno rimandato l’immagine di un’Italia che segna il passo soprattutto per quanto riguarda il sostegno alla maternita’ e la possibilita’ di conciliare famiglia e occupazione.

 

Il World Economic Forum, nel suo rapporto “The global gender gap 2011”, ci pone infatti solo al 74esimo posto su 135 nella classifica internazionale relativa alla condizione della donna.
Sono dati ai quali ormai ci stiamo abituando ma che fanno sempre una certa impressione.

 

Mamme e bimbi vegetariani: arriva il Vegcoach

Mamme e bambini vegetariani: arriva il vegancoachMamme e bimbi vegetariani.  Sempre in meno la considerano un’eresia, anche perchè la posizione ufficiale delle principali associazioni di nutrizionisti al mondo è chiara: uno stile alimentare anche 100% vegetale, correttamente pianificato, è adatto a tutti, mamme in attesa e bimbi compresi.

Che lo si faccia per ragioni etiche, per la propria salute, per non affamare i Paesi in via di sviluppo o per salvaguardare l’ambiente, le famiglie vegetariane sono una realtà in crescita: gestendo una pagina Facebook per conto della LAV, Lega Anti Vivisezione, dedicata alle famiglie vegetariane (LAV - Mamme veg) e che raccoglie più di 2000 genitori, mi rendo conto che il fenomeno è anche in aumento.

 

Che le mamme non rischino assolutamente carenze sia durante l’attesa che nel periodo di allattamento è cosa assodata, ma la letteratura scientifica rassicura anche sui bimbi: non solo quelli vegetariani crescono al pari dei loro coetanei onnivori, ma sono anche meno soggetti alle patologie infiammatorie acute tipiche dell’infanzia (tonsilliti, otiti, faringiti etc). L'importante è che si garantisca loro l’apporto di tutti i nutrienti nelle giuste proporzioni, ma questo del resto va garantito nell’ambito di qualsiasi regime alimentare.

 

Progetti di Mamme: "Ho portato il Baby Shower in Italia"

 

 

alessia baby shower Le mamme sono davvero piene di risorse, di questo ce ne siamo accorte tutte! Il post maternità non è caratterizzato solo da sconfitte, discriminazioni e da mobbing, grazie al cielo esistono anche storie positive, di donne che hanno sentito nascere in loro una nuova linfa, nuovi stimoli, nuove passioni e hanno deciso di dar vita ad attività professionali più in linea con la loro nuova condizione di donna e mamme. Abbiamo intervistato Alessia Scordo, la titolare della Baby Shower Italy, la prima agenzia italiana specializzata esclusivamente nell’organizzazione di questo party, e vi vogliamo raccontare la sua storia e l'originale attività a cui ha dato vita!

 

Alessia, ci racconti come tutto ha avuto inizio?

 

La gravidanza, come spesso amo dire è un viaggio, il più importante e il più impegnativo. E come in ogni viaggio che si rispetti oltre ai compagni si scelgono anche le tappe, le distrazioni, le immagini più care.
Io ho scelto di fare questo viaggio, che si è concluso 19 mesi fà, in compagnia di mio figlio certo, lui è stato il compagno più importante e presente, ma anche con un progetto tutto mio che è maturato proprio in quei 9, fatidici, mesi. Lavoro nella comunicazione da anni, sono una mamma social media addicted e appassionata di tutto ciò che è a stelle e strisce.  
Durante questo “viaggio” ho cominciato a riflettere sulla condizione professionale delle mamme, sulle opportunità e anche sulla criticità a volte di dover scegliere tra famiglia e carriera, tra un lavoro che concilia il tutto e uno che invece ti fa fare tante acrobazie con tanti sensi di colpa… Noi mamme non ce li facciamo mai mancare!

 

5 consigli per un sereno rientro a lavoro

rientro a lavoro Il ritorno al lavoro dopo il congedo di maternità è un momento critico nella vita di una mamma.
Se prima della nascita di un figlio, il pensiero di tornare ad occupare il proprio ufficio appare come la cosa più naturale di questo mondo, ora che abbiamo trascorso (chi più chi meno) dei mesi in simbiosi perfetta ed esclusiva con il nostro piccolo, pensare di dovercene separare appare come un ostacolo insormontabile.

Persino le più irriducibili donne in carriera, si trovano almeno per un attimo a desiderare ardentemente un ruolo da casalinga pur di non perdere nemmeno un istante della crescita del proprio bambino.

E’ umano, è comprensibile, sarebbe preoccupante un sentimento contrario.

Ma come vi ha già raccontato la nostra Manuela in questo post , tornare al lavoro presenta dei lati positivi da non trascurare, segna la riconquista della propria dimensione di donna e professionista, ma soprattutto ci dà prova del fatto che, per quanto riteniamo questa cosa assolutamente impossibile, nostro figlio è perfettamente in grado di vivere sereno e felice anche in nostra assenza.

 

Regime dei minimi: cosa cambia dal 2012?

regime minimi 2012

Alla luce delle recenti modifiche apportate al Regime dei Minimi dalla Manovra estiva (Decreto Legge n. 98/2011), riassumiamo brevemente le novità introdotte a rettifica parziale dell’articolo pubblicato lo scorso 7 luglio 2011.

In primo luogo il regime minimi sarà riservato esclusivamente alle nuove attività economiche d’impresa o professionali, sono pertanto escluse dall’agevolazione tutte le attività che di fatto sono mera prosecuzione di altre attività svolte in precedenza. Lo scopo della norma è infatti quello di favorire i giovani e la costituzione di nuove imprese.

A partire dal 1° gennaio 2012, il regime dei minimi, si applica per una durata limitata e vale per il primo periodo d’imposta e per i successivi quattro, non è quindi più possibile permanere in tale regime fiscale senza limiti temporali finché se ne possiedono i requisiti.

 

Aprire una partita iva con il regime dei minimi

commercialista per mammeDa oggi si inaugura una nuova rubrica su mammeacrobate.com a cura di Francesca Motola, mamma di Sofia e commercialista. Le questioni fiscali sono sempre contornate da ombre e tanti dubbi, sia che riguardino detrazioni o assegni famigliari sia che tocchino argomenti quali partite iva, modello Unico e libera professione. Con Francesca cercheremo di proporvi degli approfondimenti su queste tematiche, con particolare attenzione per tutte le problematiche relative alla famiglia, i figli e il lavoro, rimanendo ovviamente a disposizione qualora vorrete inviarci le vostre domande e i vostri dubbi. Iniziamo con il trattare il regime dei contribuenti minimi che forse, per molte donne e mamme che hanno il desiderio di avviare una propria attività, potrebbe essere una delle scelte consigliate.

 

Il regime minimi è stato introdotto nel nostro ordinamento con decorrenza 1° gennaio 2008, con lo scopo di snellire gli adempimenti e ridurre le imposte, soprattutto per i piccoli imprenditori e professionisti che vogliono iniziare una nuova attività senza assumersi da subito costi eccessivi di gestione ed imposte elevate a fronte di ricavi ancora incerti e comunque sotto una certa soglia.
Dalle statistiche pubblicate dal Sole 24 Ore, emerge che circa il 40% dei soggetti che svolgono attività professionali sceglie il regime minimi.

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Mamme che perdono il lavoro: la storia di Alessia

mamme che perdono il lavoroQuando scoprii di aspettare il mio primo figlio l'autunno era alle porte. C'era ancora l'afa delle tipiche ottobrate romane. Portavo una maglietta blu. E non immaginavo che niente sarebbe stato più come in quel giorno.

 

Tornavo dalla redazione con il pensiero fisso su quel ritardo di pochi giorni, in mezzo al traffico, ferma al semaforo, guardavo il mio viso riflesso sullo specchietto dello scooter. Un figlio avrebbe significato niente più motorino, almeno per un po'. Non sapevo che di lì a poco avrebbe significato anche “niente lavoro”.


Ero laureata da 3 anni e avevo sempre lavorato con contratti a progetto. Sempre senza poter usufruire del titolo di giornalista professionista . Ma in fondo mi andava bene. Mi sembrava di avere tutta la vita davanti, tutte le possibilità per poter ambire a un contratto vero e proprio. Desideravo quel figlio e con tutta l'incoscienza di allora, mai e poi mai avrei immaginato che quella vita che cresceva dentro di me avrebbe potuto mettermi i bastoni in mezzo alle ruote.

 

Tecnologia e conciliazione, binomio perfetto per una mamma?

tecnologia e conciliazioneRecentemente ho partecipato ad una tavola rotonda  sul tema “Tecnologia e Conciliazione: le parole chiave per le donne e le mamme che lavorano”, organizzata in collaborazione con l’associazione Working Mothers Italy. I temi discussi durante l’incontro sono stati quelli della conciliazione tra lavoro e famiglia e le strade per raggiungere il migliore equilibrio possibile tra queste due sfere, soprattutto grazie alle nuove tecnologie per il lavoro in mobilità, un supporto fondamentale al servizio della flessibilità.  
Hanno portato la loro esperienza di imprenditrici, manager e mamme Bruna Bottesi, Vice President e General Manager HP IPG Italiana, Maria Cimarelli, fondatrice e presidente di Working Mothers Italy, Flavia Rubino, blogger ideatrice di veremamme.it e fondatrice di The Talking Village, Letizia Quaranta, blogger e ideatrice di Bilingue per Gioco e Rita Loner Zecchel, imprenditrice e fondatrice di Happy Child. A moderare l’incontro Francesca Parviero, co-fondatrice di The HR Jungle.

 

800mila donne hanno perso il lavoro a causa della maternità

donne perdono lavoro dopo figlioLa notizia è fresca anche se purtroppo non stupisce nemmeno più. I dati emergono dall'ultimo rapporto annuale Istat, reso pubblico in questi giorni, che indaga la situazione del nostro Paese nel 2010. E sono dati che lasciano senza parole non tanto per lo stupore quanto per l'impossibilità di commentare una condizione italiana così catastrofica per le donne e per la famiglia (perchè chi ci rimette davvero è tutta la famiglia, bambini in primis...)

 

800 mila donne nel biennio 2008-2009 sono state licenziate o sono state messe nelle condizioni di dimettersi dopo l'arrivo di un figlio. Fenomeno che ha interessato, per ovvie ragioni, maggiormente le donne più giovani tanto che "si passa infatti dal 6,8% delle donne nate tra il 1944 e il 1953 al 13,1% di quelle nate dopo il 1973".

 

Emergono inoltre altri dati preoccupanti dal rapporto Istat.

 
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