18 Gennaio 2012
di Silvia Romani - appassionata di arti creative

Anno nuovo, progetti nuovi… e figli nuovi :) Approfitto di questo nuovo progetto per comunicarvi che: a) aspetto il quarto figlio :) b) ne subirete le conseguenze… cercherò di essere varia ma inevitabilmente molti dei progetti che vi proporrò saranno a tema bebè!!
Ecco… detto questo vi propongo subito un progettino facilissimo da fare all'uncinetto. Se non sapete lavorare all'uncinetto o dovete rispolverare la tecnica potete andare a vedere i miei videotutorial
Oggi faremo dei guantini da bebè.
03 Gennaio 2012
di Silvia Romani - appassionata di arti creative
Da anni cucito creativo, maglia e uncinetto sono la mia passione. In casa mia ho sempre visto nonna, prozia e mamma lavorare e creare e per me è stato naturale imitarle. Ho imparato la maglia e l'uncinetto da piccolina poi per anni le ho lasciate da parte fino a quando ho deciso di imparare a usare anche la macchina per cucire. Da lì in poi non ho mai smesso, alternando periodi di passione per una tecnica o l'altra, cercando sempre di trovare un nuovo modo di applicare queste arti manuali "antiche" al moderno. Ho passato il periodo amigurumi, durante il quale ho creato sushi, verdure, pupazzetti all'uncinetto, poi mi è venuta la mania delle borse e lì ho allargato i miei orizzonti mescolando le varie tecniche, poi ho rifatto tutti i copripiumoni di casa per noi e per i bambini e poi… i pupazzetti di pezza, le tortiere, le sciarpe e i colli, i guanti….
Internet mi è di grande ispirazione, in particolare Pinterest, dove si trova un po' di tutto. In passato compravo riviste di creatività, in particolare c'era Creare che mi piaceva tanto. Purtroppo ha chiuso. In Italia si possono trovare ancora alcune riviste di creatività, poche a dire il vero e non sempre di livello, o per lo meno, non vicino al mio gusto. Spesso in questo campo le creazioni che vengono proposte sono molto "classiche": centrini per l'uncinetto, golfini per la maglia… All'estero si trovano più facilmente riviste che trattano questi argomenti in chiave un po' più moderna.
19 Dicembre 2011
di Sabina Montevergine

Le feste stanno arrivando, credo che ve ne siate accorte! E insieme al più bel periodo dell'anno arriva anche uno dei periodi più stressanti, soprattutto per le donne. Perché, possiamo permetterci di dirlo, gli uomini non partecipano assolutamente alla preparazione del Natale con annessi e connessi! (per favore se avete un uomo che: ha fatto lui la lista dei regali da acquistare, a chi, quando, quali, o che ha deciso il menù di Capodanno, o che ha fatto lunghe telefonate con i parenti più lontani per declinare o accettare inviti, presentatecelo che lo mandiamo a fare i corsi d'aggiornamento a tutti gli altri! ndr) Comunque, il momento è arrivato e vi meritate delle meravigliose feste! Quindi ecco 3 consigli per potervele godere e stressarvi poco... no va bene, diciamo stressarvi meno.
DELEGATE Questa dovrebbe essere la parola d'ordine delle nostre vite e invece ne siamo quasi allergiche. Perché? Perché nessuno può far meglio di noi! Ovvio! Ma io voglio dirlo, non sono Wonder Woman, Elasticqualcosa, Minnie, o la moglie di Babbo Natale che come lui avrà i superpoteri! No, sono una donna normale e onestamente ho voglia durante queste feste, oltre che dare dare dare fino all'esaurimento di ogni parte di me, di ricevere. E di divertirmi. E di farmi un bagno caldo. Quindi perché non chiedere aiuto a qualcuno?
06 Dicembre 2011
di Mariapaola Ramaglia - educatrice e di Irene Koulouris - psicologa psicoterapeuta
Il miglior metodo per insegnare un determinato comportamento ad un bambino è senza dubbio dargli il buon esempio. Nessun genitore vorrebbe che il figlio dicesse bugie, eppure quante volte capita di mentire al proprio bambino? Per lo più ci si giustifica dicendo di volerlo proteggere da una realtà o da un dispiacere per cui non lo si ritiene pronto, ma a volte lo si fa anche solo per evitare di dover dare spiegazioni imbarazzanti o anche per essere più sbrigativi. A ben guardare, comunque, la motivazione di fondo probabilmente è una sola: è l’adulto a non sentirsi pronto ad affrontare con il bambino una determinata questione in quel determinato momento.
Ma una facile bugia, seppur detta a fin di bene, è davvero meglio di una difficile verità?
Il bambino considera i propri genitori dei punti di riferimento insostituibili e, prima di mentirgli, bisognerebbe anche prendere in considerazione cosa proverà se (o più probabilmente quando) verrà a scoprire la verità: senso di smarrimento, perdita di fiducia verso gli adulti, sensazione di essere stato tradito da chi ama di più al mondo…
06 Dicembre 2011
di Francesca R. Torracca
"Ma che bel bambino” - dice l’anziana sconosciuta vedendomi in giro per strada con mio figlio sul triciclo o nel passeggino - “Come si chiama?”. “Edoardo” rispondo io “Saluta la signora” (un po’ rompiscatole che ci fa fermare in pieno sole mentre io sto grondando - penso). “E dimmi, dimmi, Edoardo, quanti anni hai?”. Edo gira la faccia, già stufo dell’interrogatorio, mentre io con diplomatico sorriso rispondo “Due e mezzo” e la signora, volto stravolto, occhi a palla: “Aaaaaaaaaaaah, ma allora è proprio ora di fare il fratellino o la sorellina, vero? Quando fa un bel fratellino a questo bel bambino?”. Laconica rispondo “Mai”. “Ma coomeeeeeeeeeeee? Ma sta scherzando? Non vorrà mica lasciarlo figlio unico? Ma i figli unici sono tristi! No e poi come fa quando sarà vecchia? Chi la curerà”. “Andrò all'ospizio, dove spero di non trovare persone invadenti come lei” vorrei rispondere e invece propendo per un “Va bene vedremo, la saluto signora” e proseguo per il mio cammino. Stessa cosa con le amiche: “Non puoi lasciarlo solo!”, “Il mondo è pieno di bambini” rispondo io, “ Ma sei un’egoista” mi sento dire, “Perché?”. E qualunque ragione decida di addurre, viene sempre considerata come una scusa. Come se esistesse una regola aurea secondo quale un figlio solo sia troppo poco.
05 Dicembre 2011
intervista ad Alessia Scordo, mamma imprenditrice
Le mamme sono davvero piene di risorse, di questo ce ne siamo accorte tutte! Il post maternità non è caratterizzato solo da sconfitte, discriminazioni e da mobbing, grazie al cielo esistono anche storie positive, di donne che hanno sentito nascere in loro una nuova linfa, nuovi stimoli, nuove passioni e hanno deciso di dar vita ad attività professionali più in linea con la loro nuova condizione di donna e mamme. Abbiamo intervistato Alessia Scordo, la titolare della Baby Shower Italy, la prima agenzia italiana specializzata esclusivamente nell’organizzazione di questo party, e vi vogliamo raccontare la sua storia e l'originale attività a cui ha dato vita!
Alessia, ci racconti come tutto ha avuto inizio?
La gravidanza, come spesso amo dire è un viaggio, il più importante e il più impegnativo. E come in ogni viaggio che si rispetti oltre ai compagni si scelgono anche le tappe, le distrazioni, le immagini più care. Io ho scelto di fare questo viaggio, che si è concluso 19 mesi fà, in compagnia di mio figlio certo, lui è stato il compagno più importante e presente, ma anche con un progetto tutto mio che è maturato proprio in quei 9, fatidici, mesi. Lavoro nella comunicazione da anni, sono una mamma social media addicted e appassionata di tutto ciò che è a stelle e strisce. Durante questo “viaggio” ho cominciato a riflettere sulla condizione professionale delle mamme, sulle opportunità e anche sulla criticità a volte di dover scegliere tra famiglia e carriera, tra un lavoro che concilia il tutto e uno che invece ti fa fare tante acrobazie con tanti sensi di colpa… Noi mamme non ce li facciamo mai mancare!
01 Dicembre 2011
amministratore
Smile Train è un’organizzazione umanitaria italiana che in tre anni è riuscita a far viaggiare in 18 Paesi del mondo più di 170 volontari medici ed infermieri specialisti italiani, ad aiutare oltre 1588 bambini affetti da deformità del volto ed esiti di ustioni e traumi di guerra. Tra queste patologie il labbro leporino e la palatoschisi sono malformazioni del viso che colpiscono i bambini che nascono nei paesi disagiati con maggiore incidenza rispetto a quanto non avvenga in occidente ma presente anche nel nostro paese. SmileTrain nasce negli Stati Uniti nel 1999 e da allora ha restituito il sorriso a più di 500.000 bambini di 77 paesi in tutto il mondo.
La mission di Smile Train Italia non è solo quella di intervenire chirurgicamente sui bambini, ma è anche quella di formare il personale medico locale tramite l'organizzazione di training professionali intensivi, donando loro, durante le missioni, materiale sanitario chirurgico ed elettromedicale necessario per poter gestire autonomamente la cura di tali patologie, nel rispetto degli standard medici qualitativi internazionali.
30 Novembre 2011
di Silvia Romani - appassionata di arti creative
Non so da voi, ma a casa nostra è il periodo di Perry l'ornitorinco, l'animaletto che fa anche l'agente segreto con il nome di Agente P nella serie animata Phineas & Ferb. I miei due "più grandi", o forse dovrei dire "meno piccoli", se ne sono innamorati. Miche ora guarda con sospetto il gatto e ogni volta che questo esce per andare e fare un giro dice che in realtà va in missione. Ho deciso allora di produrre due Perry per i miei bambini. Certo non sono proprio uguali all'originale (Miche mi ha fatto notare che "il colore dell'originale è più verde.. "ma non è male neanche il tuo, dai…") Ho scelto il pannolenci come materiale in modo da non doverlo rifinire. Per gli occhi ho preso quelli mobili che si incollano.
25 Novembre 2011
di Mariapaola Ramaglia - educatrice
E’ un dato di fatto: oggi sempre più famiglie - i nuclei con figli unici ormai sono il 46,5% e superano quelli con una prole numerosa - scelgono di avere un solo figlio per i motivi più diversi (economici, lavorativi, biologici ecc.), ma la mentalità generale, i pregiudizi e i luoghi comuni non si sono aggiornati tanto velocemente quanto le statistiche… Chiunque - dalla suocera al portiere alla collega d’ufficio - si sente in diritto di elencare tutti i presunti rischi legati a questo tipo di scelta, però viene da porsi alcune domande:
- … ma anche solo un marito e una moglie non sono già una FAMIGLIA? E quando poi c’è anche un figlio, beh… a maggior ragione non è una FAMIGLIA a tutti gli effetti anche quella?
- I figli unici sono comunemente ritenuti più egoisti, egocentrici, viziati e soli, ma è davvero così?
- In fondo, crescere un figlio unico non significa solo crescere un figlio e basta?
Come spesso accade, probabilmente non esiste un’unica verità.
22 Novembre 2011
di Manuela Cervetti con la consulenza di Irene Koulouris - psicologa psicoterapeuta
Sono in attesa della mia seconda bimba e nonostante sia sicuramente più consapevole e per certi versi più “esperta” rispetto alla prima gravidanza e agli scombussolamenti che “la dolce attesa” porta con sé, mi ritrovo ancora con numerosi dubbi, ansie e tanti pensieri. Come feci anche durante l’attesa della mia prima figlia, mi piace confrontarmi sui forum con altre mamme in gravidanza per fugare alcune paure e per il piacere di condividere esperienze. Frequentando queste community, ho notato però che sempre più spesso alcune mamme in dolce attesa si dichiarano “depresse”, tristi, confuse, vivono male la gravidanza e le loro ansie e paure sembra abbiano preso il sopravvento rispetto alla gioia e serenità che si pensa debba sempre contraddistinguere questo stato.
Riporto alcune delle frasi che leggo più spesso e che mi hanno particolarmente colpita:
Perché piango spesso e ho improvvisi attacchi di tristezza? Penso e sogno spesso che il bimbo che aspetto avrà dei problemi/sarà malato Sento il buio dentro di me... Ma questo mio stato depressivo farà male al bambino? Ho continui attacchi di panico che da anni non avevo più... Se sono così fragile come potrò prendermi cura di una piccola creatura?
Ho quindi pensato di parlare di questo malumore, di queste fragilità con la nostra psicologa psicoterapeuta Irene Koulouris per capire se davvero si può parlare di “depressione in gravidanza” oppure se più comunemente siamo di fronte a una “tristezza fisiologica” che spesso accompagna questo momento di grandi cambiamenti fisici e psicologici per la donna.
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