Lavoratori autonomi: cosa cambia e cosa stabilisce la nuova riforma

0
Tweet about this on TwitterShare on Facebook9Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Share on Google+0Share on Tumblr0Email this to someonePrint this page

Con il disegno di legge presentato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e approvato dal Senato il 10 maggio scorso, il nuovo Jobs Act degli autonomi diventa legge e molte sono le novità per i lavoratori autonomi in tema di maternità, malattia e non solo. 

In sintesi, si prevedono maggior tutela per il lavoratore autonomo e le imprese con cui collabora, maggiori garanzie in caso di malattia infortunio e gravidanza, garanzie per gli eventuali ritardi nei pagamenti delle prestazioni professionali, deduzioni delle spese legate alla formazione ed infine l’introduzione del cosiddetto smart working o lavoro agile.

Cosa cambia per i lavoratori autonomi

Vediamo quindi tutte le novità una per una:

Diritto alla disconnessione

Lavoratore autonomo e impresa dovranno accordarsi per stabilire i tempi di riposo. Verrà riconosciuta l’uguaglianza tra collaboratori esterni e lavoratori interni per quanto concerne tempi di riposo e retribuzioni. Si riconoscerà il diritto alla disconnessione dal web, intendendo la possibilità per il lavoratore di non dover essere “reperibile” al di fuori dei modi e tempi stabiliti negli accordi.

Infortunio e/o malattia

Il rapporto di lavoro potrà essere sospeso per un massimo di cinque mesi. Chi sarà costretto a sospendere il suo rapporto di collaborazione per più di 60 giorni potrà interrompere il versamento dei contributi (nel caso di gestione separata) e dei premi assicurativi per un massimo di due anni. Nel caso di malattia oncologica verrà equiparato, ai fini economici, il periodo di assenza dal lavoro alla degenza ospedaliera.

Gravidanza

In questo caso la lavoratrice autonoma potrà continuare a fatturare e, allo stesso tempo, percepire l’indennità di maternità. Il congedo parentale arriverà a sei mesi dagli attuali tre e sarà possibile usufruirne entro i tre anni dalla nascita del bambino. Gravida e imprenditore potranno concordare una sostituzione con altra persona che abbia gli stessi requisiti professionali. Il ddl chiarisce che in caso di attività in via continuativa , non vi sarà l’estinzione del rapporto di lavoro, che però rimarrà sospeso, senza diritto al corrispettivo, per un periodo non superiore a centocinquanta giorni per anno solare.

Pagamento fatture

Gli imprenditori non potranno saldare le fatture oltre i 60 giorni: qualsiasi clausola che non lo preveda sarà da considerarsi nulla. Vi sarà la possibilità di dedurre il 100% degli oneri dovuti in caso di assicurazione per il mancato pagamento delle prestazioni professionali.

Deducibilità delle spese sostenute per la formazione

L’iscrizione a master, work shop, corsi di formazione o di aggiornamento professionale, convegni e congressi (nel limite € 10.000,00 annui) saranno totalmente deducibili. Stessa cosa dicasi per le spese sostenute per la certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità erogati da organismi accreditati (max € 5.000,00 annui).

Smart working/lavoro agile

Il Ddl intende una prestazione di lavoro subordinato secondo le seguenti modalità:

a) il lavoro potrà essere svolto in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno ed entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva;

b) il lavoratore potrà utilizzare strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa;

c) il lavoratore non dovrà necessariamente avere una postazione fissa quando svolge le sue mansioni all’esterno dell’azienda.

Il lavoratore che sceglierà la modalità “agile” ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni all’interno dell’azienda.
Il lavoratore agile avrà diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa anche all’esterno dei locali aziendali.

Una riforma che riconosce ai cosiddetti freelance, sempre più numerosi (quasi due milioni di persone), una serie di tutele finora insperate.

 

Diritto d’autore: halfpoint / 123RF Archivio Fotografico


Autore del post

Mamma&avvocato civilista, laureata alla Federico II di Napoli, esperta di diritto di famiglia e dei minori...innamorata della vita, di mia figlia e del mio lavoro...sempre di corsa tra Tribunali-uffici-studio-casa seguendo istinto, desideri ed i valori in cui credo...su tacco 12 of course...