I bambini e la paura del buio

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bambini e paura del buioLa paura del buio è una delle fobie più frequenti. Non solo nei bambini ma anche negli adulti. Spesso quando il buio scende, a celare le cose a noi familiari, avvolgendo tutto nella sua ombra, veniamo colti da un senso di inquietudine, che nei bambini si manifesta nel disagio ad andare a dormire da soli e in risvegli pieni di angoscia.
Mio figlio, 2 anni e 8 mesi, dorme nella sua cameretta, da solo, da quando aveva un mese circa e si è sempre addormentato serenamente con un po’ di coccole e  una canzoncina, senza il minimo problema.
Al compimento del secondo anno, in concomitanza con il passaggio al lettino “da grande”, ha iniziato a manifestare segni di disagio al momento della nanna. Aveva paura del buio, lo diceva e lo faceva capire chiaramente con i suoi atteggiamenti. Improvvisamente per lui la cameretta non era più un posto gradito e per molti mesi l’unico modo per farlo addormentare è stato quello di coricarmi con lui.
Non che questa cosa mi dispiacesse, ma volevo che riacquistasse fiducia in se stesso e soprattutto la sicurezza di essere al sicuro nella sua cameretta. Non è stato facile ricondurlo all’abitudine di addormentarsi serenamente da solo, ma dopo alcuni mesi ce l’abbiamo fatta.

Ecco quindi alcuni consigli, da mamma a mamma, che mi sento di dare a chi sta vivendo il nostro stesso momento di disagio:

 

  • Non infondere nel bambino la paura del buio. Spesso siamo noi a risvegliare nei nostri piccoli paure che di per sé non avrebbero, in questo caso associando il buio a mostri o a storie spaventose. Il buio è una condizione, così come la luce, del tutto naturale e come tale deve essere vissuto dai nostri piccoli.
  • Non impuntarsi nel lasciare il bambino da solo al buio con la scusa di “abituarlo”. Se il bambino richiede la nostra presenza, è perché ne ha bisogno. Quindi siamo disponibili nei suoi confronti e tranquillizziamolo. Sarà certamente una fase transitoria.
  • Non lasciamo il bambino al buio completo, ma acquistiamo una di quelle luci notturne al led che si illuminano, magari cambiando colore, costituendo un punto di riferimento per eventuali risvegli notturni. Nei negozi si trovano delle deliziose luci a forma di animaletti o di fantasmino, che possono cambiare colore o rimanere ferme sul colore preferito. Un altro valido aiuto sono gli stencil luminosi, magari a forma di stelline, da attaccare alle pareti o sul soffitto, per creare un effetto “planetario”.
  • Prima di chiudere le persiane e spegnere le luci, portiamo il bambino con noi. Gli mostreremo la camera con tutte le cose familiari che vede di giorno, chiuderemo insieme le imposte e accenderemo le luci notturne, facendogli capire che nulla cambia.
  • Instaurariamo un rituale piacevole pre-nanna.

 

bambini e paura del buioIl nostro rituale ad esempio è quello di bere una bella camomilla, lavarsi, mettere il pigiama, salutare il papà, mettere il sacco nanna e poi andare in cameretta con l’abat-jour accesa e leggere 2 libri, in braccio alla mamma con contorno di tante coccole. Finita la lettura, si va sotto le copertine, con un oggetto transizionale che nel nostro caso è una mia vecchia felpa, si dice una preghierina assieme e prima di spegnere le luci si fa il check di tutto quel che serve a star tranquilli: il gatto rosso (la lucina) è acceso, il grande orso di pelouche fa la guardia, le stelline brillano e la mamma il papà sono nell’altra stanza, pronti al bisogno a correre dal loro bambino. Detto questo un bel bacio della buonanotte e sogni d’oro!

 

Abbiamo pensato di chiedere anche alla nostra psicologa dott.ssa Irene Koulouris qualche consiglio su come affrontare la paura del buio dei nostri figli, ed ecco cosa ci ha spiegato.

 

Come già ha sottolineato Francesca,  il buio suscita in grandi e piccini delle paure “ancestrali”: laddove non si può vedere c’è spazio infinito per fantasie, paure e timore di ciò che non si controlla.
Anche per molti adulti la notte si accompaga ad insicurezze, insonnia e “brutti pensieri” e quando ci sono ansie, disagi e problemi diurni spesso capita che questi trovino poi spazio per esprimersi quando cala il buio e cessano le attività del giorno che tengono impegnata la mente .

Per cercare di arginare la paura del buio nei bimbi la prima cosa è cercare di “prevenire” il problema evitando di parlare di mostri, di far loro vedere libri e video spaventosi, di ricorrere a minacce con figure che incutono timore (l’esempio classico è “l’uomo nero” che viene a a punire o rapire) e abituandoli fin da piccolissimi a dormire senza luci.

Talvolta la paura del buio è dovuta ad ansie di separazione non risolte: nel momento del distacco dalla mamma e dal mondo per il sonno il bambino che non ha acquisito la sufficiente sicurezza nel rimanere da solo sposta sui fantasmi della notte la sua angoscia. La richiesta di continuare a dormire con i genitori vicini potrebbe rispondere a dei bisogni di dipendenza da valutare.

Poter esprimere le paure ha una funzione anche positiva: il bambino può comunicare le sue emozioni e dà modo a chi gli sta vicino di aiutarlo ad affrontarle ed è quindi importansissimo mettere il piccolo nelle condizioni di poter parlare del suo disagio e riuscire a tranquillizzarlo. Il solo fatto di dar voce ad un timore consente di dargli una “forma”  poterlo quindi affrontare.

Sono poi validi tutti i consigli “pratici” dati da Francesca.
E’ importante trasmettere la nostra serenità e sicurezza nel fatto che non succederà niente di brutto al buio (meglio quindi evitare di “sostenere la fobia” portando il piccolo nel lettone: si rischia di comunicare che effettivamente c’è qualcosa da temere e da cui lo vogliamo proteggere).
Solitamente la paura del buio passa spontaneamente entro l’età scolare.
Se il problema si rivelasse troppo angosciante e non gestibile anche dopo aver tentato di accogliere tutti gli accorgimenti adeguati potrebbe essere il caso di rivolgersi ad uno specialista.

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