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Diritto e questioni fiscali

Saldi: normativa e nostri diritti

 

saldi normativa e dirittiFinalmente ci siamo: dal 5 gennaio, in quasi tutta Italia, è caccia all'affare!
Un modo per incoraggiare gli acquisti in un periodo di crisi?
Sì, ma non solo : la decisione di far iniziare la stagione delle vendite scontate (quasi) ovunque lo stesso giorno (decisione approvata dalla Conferenza delle Regioni lo scorso anno su proposta della Confcommercio) ha come intento anche quello di scoraggiare le trasferte dei consumatori da una città all'altra.
Certo, i saldi sono un'occasione privilegiata per acquistare prodotti di ottima fattura e ottima qualità a prezzi scontati, a volte anche oltre il 50%, ma nonostante gli affari e le offerte è necessario fare molta attenzione ai comportamenti scorretti, e a volte persino illeciti dei negozianti (le cosiddette “fregature”), per fortuna rari ma sempre in agguato dietro l’angolo.

Ecco perché è importante conoscere sia la normativa in merito che i diritti di cui godiamo.

QUADRO NORMATIVO DEI SALDI

La normativa di riferimento per la disciplina dei saldi di fine stagione è contenuta nel Decreto Legislativo n. 11 4/98 e nel Codice del Consumo per quel che concerne in particolare le garanzie.

 

Novità sul congedo per maternità


novità congedo maternitàForse non tutti sanno che dal 1° ottobre 2011 é entrato in vigore l’obbligo di invio esclusivamente a mezzo telematico di alcune istanze all’Inps, tra cui:
•    congedo di maternità/paternità;
•    congedo parentale per i lavoratori/lavoratrici dipendenti;
•    domande di indennità di maternità;
•    congedo parentale per le lavoratrici autonome;
•    richiesta di Assegno per il Nucleo Familiare ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata;
•    domanda di autorizzazione all’Assegno per il Nucleo Familiare.

 

Gli uffici non potranno quindi più accogliere domande in formato cartaceo.
Per ulteriori indicazioni si rinvia a quanto pubblicato sul sito dell’Inps (www.inps.it) all’interno della sezione “prestazioni a sostegno del reddito” e “tutto famiglia”.

 

Detrazioni 36% e 55%: aggiornamenti e proroghe


detrazioni fiscali

36% E 55% AGGIORNAMENTO DOPO L’APPROVAZIONE DELLA MANOVRA MONTI

Riportiamo un aggiornamento di quanto scritto nell’articolo del 3 novembre 2011, a seguito dell’approvazione della cosiddetta “Manovra Monti”, che ha disposto alcune novità importanti relativamente alle agevolazioni fiscali del 36% e 55%.

 

La detrazione del 36% per le ristrutturazioni edilizie diventa permanente, il bonus fiscale entra quindi a regime ed è stato inserito nel Testo Unico (art. 16 bis). Restano confermati il tetto massimo di 48.000 euro per unità immobiliare e la ripartizione della detrazione in 10 rate annuali. La detrazione viene inoltre estesa agli interventi per la ricostruzione o il ripristino di immobili danneggiati da calamità naturali e agli interventi sulle parti comuni degli edifici, indicate all’articolo 1117 del Codice civile.

La detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici viene prorogata fino al 31 dicembre 2012 alle attuali condizioni. Dal 1° gennaio 2013 la percentuale scenderà (a meno di ulteriori proroghe) al 36%, assimilandola quindi a quella per le ristrutturazioni. Restano valide le attuali modalità per accedere all’incentivo.

 

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Con l’articolo di oggi vogliamo ricordare, per chi non fosse già informato, che il 31 dicembre 2011 scade il termine per poter usufruire dell’agevolazione fiscale del 55% sui lavori finalizzati al risparmio energetico.
Anche l’agevolazione del 36% sugli interventi di ristrutturazione è in parte interessata da questa “corsa contro il tempo”.
Al momento è in corso la stesura della bozza del prossimo Decreto Sviluppo che dovrebbe riformulare l’agevolazione.
Si rammenta infine, che se entro il 30.09.2012 non dovesse essere approvata la riforma fiscale, nel 2012 tutte le detrazioni potrebbero subire un drastico taglio.

 

Conciliazione lavoro e famiglia: una banca dati per giovani genitori



conciliazione lavoro famigliaLa conciliazione tra lavoro e famiglia è un’impresa difficile per tutti, in assenza dell’aiuto della rete familiare e vista la penuria di istituzioni per la cura della prole e per la flessibilità dei genitori lavoratori.    
Ma se per i lavoratori subordinati con contratto di lavoro a tempo indeterminato sono previste norme insindacabili a tutela della maternità prima e della genitorialità poi,  per chi si trova tra le mani un  contratto cosiddetto “atipico” al momento della nascita del proprio figlio, spesso l’esperienza più bella della vita si trasforma in un momento di gravi difficoltà economiche.

Siamo liete di dare oggi una buona notizia a madri e padri precari in cerca di un’occupazione stabile.
Il Ministro della Gioventù - con Decreto del 19 novembre 2010, pubblicato nella G.U. 27 dicembre 2010, n. 301 (allegato n. 1) - ha stanziato l’importo di € 51.000.000, per la realizzazione di interventi in favore dell’occupazione di persone di età non superiore a trentacinque anni e con figli minori.

Questo si traduce nell’istituzione, presso l’INPS, della “Banca dati per l’occupazione dei giovani genitori”, alla quale possono iscriversi i giovani genitori di figli minori, in cerca di un'occupazione stabile. Questa banca dati è finalizzata a consentire l’erogazione di un incentivo di € 5.000 in favore di quelle imprese, private o cooperative, che decidono di assumere a tempo indeterminato le persone iscritte alla banca dati stessa.

 

Manovra finanziaria 2011: cosa cambia per le famiglie, le donne, il lavoro


manovra finanziaria 2011Oggi cercheremo di fare un po’ di chiarezza sulle principali novità apportate dalle recenti manovre finanziarie approvate dal Parlamento, per quanto riguarda le famiglie, il lavoro, le donne.
Prima di tutto occorre precisare che le manovre in questioni sono state due, una emanata lo scorso luglio con il Decreto Legge n. 98 del 6 luglio 2011 contenente disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria (c.d. “Manovra Correttiva 2011”) e convertito in legge il 15 luglio 2011.
Successivamente, a  seguito della richiesta avanzata dalla BCE per l’ approvazione di altre misure economiche necessarie per poter stabilizzare la situazione finanziaria italiana sui mercati, ad agosto è stata varata una seconda manovra (c.d. “Manovra di Ferragosto”) con il Decreto Legge n. 138 del 13 agosto 2011 e recentemente approvato dal Parlamento.
Dal combinato delle due manovre sono scaturite una serie di novità alcune già entrate in vigore, altre lo saranno a breve, altre ancora per il momento rimangono in “stand-by” in attesa dell’emanazione degli appositi decreti attuativi.
Non è quindi escluso che torneremo presto a parlare di questi argomenti alla luce di nuove disposizioni.

 

Nuovo Codice del Turismo: come evitare stress e brutte sorprese in vacanza

nuovo codice del turismoE' entrato in vigore il 21 giugno, proprio il primo giorno dell'estate, il nuovo Codice del Turismo (D.L. n. 79 del 23 maggio 2011), nato come strumento atto a semplificare e sistematizzare la complessa e frammentata situazione normativa della materia.

In effetti, il Legislatore ha inteso riformare il settore del turismo avendo come obiettivi principali la tutela del turista, gli aiuti alle imprese del settore e la riqualificazione dell’offerta turistica in un’ottica di complessiva competitività dell’Azienda Italia.

Si tratta, indubbiamente, di finalità ambiziose che si inseriscono in un più ampio quadro di rilancio dell’economia del nostro Paese, legato allo sfruttamento delle risorse turistiche, culturali ed ambientali italiane.

Tra i punti di maggiore interesse all'interno del Codice, si segnalano sia le norme contenute nel Titolo I, dove il Legislatore ha individuato le competenze statali in materia artt. 2 e 3), sia nel Titolo V, dove sono individuate le tipologie dei prodotti turistici con i relativi circuiti nazionali di eccellenza; sia la particolare attenzione riservata dal Legislatore al turismo culturale (artt. 24 e 25); sia l'istituzione permanente dei Buoni vacanza (art. 27), finanziati con i proventi dell'otto per mille; sia, infine, una maggiore tutela del turista che, oltre a vedersi riconosciuto il risarcimento del danno materiale (artt. 44 e ss.), vedrà aggiungersi anche il risarcimento da danno da vacanza rovinata (art. 47), dovuto all’irripetibilità dell’occasione perduta.

Molte e importanti, quindi, le novità, apprezzabili le buone intenzioni e lodevole l'impegno, anche se subito viene da pensare era ora!

 

Regime dei minimi: cosa cambia dal 2012?

regime minimi 2012

Alla luce delle recenti modifiche apportate al Regime dei Minimi dalla Manovra estiva (Decreto Legge n. 98/2011), riassumiamo brevemente le novità introdotte a rettifica parziale dell’articolo pubblicato lo scorso 7 luglio 2011.

In primo luogo il regime minimi sarà riservato esclusivamente alle nuove attività economiche d’impresa o professionali, sono pertanto escluse dall’agevolazione tutte le attività che di fatto sono mera prosecuzione di altre attività svolte in precedenza. Lo scopo della norma è infatti quello di favorire i giovani e la costituzione di nuove imprese.

A partire dal 1° gennaio 2012, il regime dei minimi, si applica per una durata limitata e vale per il primo periodo d’imposta e per i successivi quattro, non è quindi più possibile permanere in tale regime fiscale senza limiti temporali finché se ne possiedono i requisiti.

 

Aprire una partita iva con il regime dei minimi

commercialista per mammeDa oggi si inaugura una nuova rubrica su mammeacrobate.com a cura di Francesca Motola, mamma di Sofia e commercialista. Le questioni fiscali sono sempre contornate da ombre e tanti dubbi, sia che riguardino detrazioni o assegni famigliari sia che tocchino argomenti quali partite iva, modello Unico e libera professione. Con Francesca cercheremo di proporvi degli approfondimenti su queste tematiche, con particolare attenzione per tutte le problematiche relative alla famiglia, i figli e il lavoro, rimanendo ovviamente a disposizione qualora vorrete inviarci le vostre domande e i vostri dubbi. Iniziamo con il trattare il regime dei contribuenti minimi che forse, per molte donne e mamme che hanno il desiderio di avviare una propria attività, potrebbe essere una delle scelte consigliate.

 

Il regime minimi è stato introdotto nel nostro ordinamento con decorrenza 1° gennaio 2008, con lo scopo di snellire gli adempimenti e ridurre le imposte, soprattutto per i piccoli imprenditori e professionisti che vogliono iniziare una nuova attività senza assumersi da subito costi eccessivi di gestione ed imposte elevate a fronte di ricavi ancora incerti e comunque sotto una certa soglia.
Dalle statistiche pubblicate dal Sole 24 Ore, emerge che circa il 40% dei soggetti che svolgono attività professionali sceglie il regime minimi.

 

I Buoni Vacanza: cosa sono, come richiederli e come si utilizzano

buoni vacanzaE' estate, è tempo di vacanze, è tempo di partire. Ma come si fa a partire serenamente in questo periodo di crisi?
Con che coraggio si può prenotare un viaggio se il lavoro scarseggia, si è sempre più in cassa integrazione, si fatica ad arrivare a fine mese?
Semplice, usufruendo dei Buoni Vacanza. Uno strumento volto a garantire una vacanza per tutti.
Forse non tutti sanno che lo Stato per favorire il turismo italiano soprattutto nei periodi di bassa stagione, per incentivare la vacanza e per agevolare tutte le famiglie, anche quelle che versano in una situazione di condizione socio-economica disagiata, ha istituito, ormai da due anni, i Buoni Vacanze.
Ma come funzionano questi buoni vacanze e come si fa a richiederli?
Procediamo per ordine.


Che cosa sono i Buoni Vacanza?

I “buoni vacanze” sono emessi dalla Associazione  “Buoni Vacanze Italia”,  a fronte del contributo statale ai sensi dell’art. 10 della legge 29 marzo 2001 n. 135, regolato dal  DPCM 21 ottobre 2008 modificato con Decreto del Ministro delegato per il Turismo del 9 Luglio 2010.
Pertanto, i Buoni Vacanza non sono altro che dei contributi statali messi a disposizione dei nuclei familiari, fino ad esaurimento fondi e da distribuirsi in base all'ordine cronologico di prenotazione, confermato dal versamento in banca.

 

La responsabilità genitoriale: educare i figli ai sentimenti e al rispetto del prossimo

responsabilità genitorialeTutti conosciamo la frase dell'Antico Testamento che dice : "le colpe dei padri ricadanno sui figli"
Ma se fossero le colpe dei figli a ricadere sui genitori? Ovvero, i genitori sono responsabili dei comportamenti illeciti dei propri figli? Secondo l’art. 2048 del codice civile, sì.

Ai sensi di tale articolo, infatti, vige in capo ai genitori una presunzione di responsabilità verso i terzi per i comportamenti illeciti commessi dai figli, fondata sia sulla omessa vigilanza (culpa in vigilando) che sulle carenze educative (culpa in educando). Ne consegue che il genitore è ritenuto responsabile del danno cagionato dal fatto illecito posto in essere dal proprio figlio ai terzi perché si presume che, se egli avesse curato adeguatamente l’eduzione del figlio o avesse vigilato e monitorato più attentamente sul suo comportamento, quel danno non si sarebbe verificato.
In buona sostanza, il genitore è sempre responsabile tranne se prova di non aver potuto impedire il fatto, circostanza questa piuttosta difficile da dimostrare.

 

La scelta del nome: una decisione libera o condizionata dalla legge?

scelta nome bambino
Ci sono alcune cose da sapere per scegliere in maniera consapevole il nome da attribuire al proprio bambino. Chi tra voi aspiranti genitori è a conoscenza che il nostro ordinamento normativo impone dei veri e propri limiti rispetto alla scelta del nome da attribuire al nascituro? Pensate di potervi sbizzarrire come meglio credete? No purtroppo, o per fortuna.
Nel nostro ordinamento ci sono regole e limiti ben precisi sulla scelta del nome da apporre al nascituro stabiliti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 396/2000 che ha introdotto il nuovo regolamento dello stato civile.

Per intenderci, cari futuri genitori, scordatevi i figli dei fiori e i loro nomi fantasiosi!
La scelta del nome da attribuire al proprio figlio è una questione seria e di rilevante interesse.
 
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