Un viaggio alla scoperta del disegno infantile: lo spazio

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Oggi su MammeAcrobate diamo il via a un percorso in più tappe dedicato al disegno infantile. A guidarci in questo viaggio sarà Rossella Legnaro, consulente grafologa professionista, specializzata in età evolutiva che si occupa di svariate attività ambito grafologico, fondatrice del sito Grafologando.

Diamo quindi il benvenuto a Rossella e partiamo alla scoperta di un universo davvero carico di significati per i bambini!

Disegno infantile: un’importante raccomandazione!

Da oggi e per le prossime settimane, vi parlerò del disegno infantile, di cui mi occupo da anni per quanto riguarda l’aspetto grafico di mia competenza.

Una doverosa, importante e fondamentale raccomandazione è quella di non “improvvisarsi” esperti nell’interpretazione dei disegni dei bambini, senza avere la dovuta, seria e professionale preparazione grafologica e psicologica, in quanto ciò potrebbe solo condurre ad errori grossolani.

Qui desidero semplicemente fornirvi alcune indicazioni, tenendo in considerazione che alcune situazioni non si deducono solo da un disegno, e che bisogna sempre avvicinarsi ad una rappresentazione svolta da un bambino con umiltà, tenendo sempre presente che dietro ad essa c’è una persona unica con le sue esperienze, le sue emozioni, le sue gioie, le sue paure, le sue tristezze, i suoi desideri.

Cosa lega la grafologia al disegno infantile?

Il gesto grafico è espressione della personalità del soggetto, unico ed irripetibile, così come unica ed irripetibile è ogni espressione grafica.

La penna che scivola sul foglio, come il prolungamento della mano, imprime su di esso il proprio vissuto, ma non è solo la mano ad essere impegnata nel lasciare traccia di sé sul foglio. Questa attività richiede la partecipazione di tutta la persona che vi canalizza le proprie forze ed energie consce ed inconsce:

  • l’intelligenza per formulare il pensiero;
  • la volontà per la decisione dell’atto esecutivo;
  • il sistema neuromuscolare;
  • tutta l’organizzazione psichica della persona per la strutturazione individuale e soggettiva del segno grafico

Pertanto l’attività grafica nel bambino, che parte dallo scarabocchio e dal disegno per arrivare alla scrittura, ci fornisce moltissime indicazioni su ciò che il bambino vive, sente, prova, sul suo mondo emozionale.

Il disegno infantile: lo spazio

In questo primo post del nostro percorso parleremo dello SPAZIO OCCUPATO dal disegno inteso come spazio -ambiente nel quale il bambino si colloca.

La disposizione del disegno sul foglio segue una legge interpretativa chiamata “simbolismo spaziale”, individuata dal grafologo svizzero Max Pulver, secondo la quale ogni zona del foglio ha un significato preciso e specifico. Pulver sostiene che ci sono dei simboli arcaici, delle associazioni mentali che usiamo abitualmente nella vita tutti i giorni senza che ce ne rendiamo conto:

  • alto = il cielo, il giorno
  • basso = gli istinti, la notte
  • destra = il futuro, la figura paterna
  • sinistra = il passato, la figura materna

Questi simboli si rispecchiano nello spazio grafico e sono inconsapevoli per chi scrive. Lo spazio del foglio indica la modalità con cui il soggetto si pone nei confronti dell’ambiente circostante, e di se stesso. Lo spazio è un elemento importante e fondamentale di indagine anche per quanto riguarda la scrittura. La scelta di collocare il disegno in ognuna di queste zone dipende dallo stato emotivo-affettivo di quel preciso momento, e dalle caratteristiche psicologiche del bambino.

Il disegno che occupa principalmente e prevalentemente:

  • la PARTE ALTA del foglio, rappresenta simbolicamente il mondo della fantasia e dell’immaginazione. Può indicare che il bambino si rifugia nella fantasia per sfuggire dai problemi della realtà, potrebbe avere qualche difficoltà a prendere decisioni perché si blocca nell’azione e tende a rinviare.
  • la PARTE BASSA del foglio, rappresenta simbolicamente gli impulsi, i bisogni pulsionali, il dovere e l’adesione al concreto, alla realtà. Il bambino potrà apparire stabile nel carattere, predisposto ad attività pratiche e manuali. Bisogna tenere in considerazione che, solitamente, i bambini fino ai 3 anni di età tendono a disegnare e preferire la parte inferiore del foglio dove si sentono protetti, al sicuro.
  • la PARTE DESTRA del foglio, rappresenta simbolicamente il padre, il nuovo, l’iniziativa. Il bambino potrà apparire maggiormente legato alla figura paterna, proiettato verso il futuro, con il desiderio di crescere e sperimentare.
  • la PARTE SINISTRA del foglio, rappresenta simbolicamente la madre, le origini, ciò che è stato e si conosce. Il bambino potrà apparire maggiormente legato alla figura materna, teme a staccarsi dal rapporto con essa, come se avesse timore ad andare verso il nuovo, e potrà avere la tendenza all’introversione.

E ancora:

  • il disegno che occupa COMPLETAMENTE lo spazio a disposizione, può indicare un bambino con un temperamento espansivo, estroverso, socievole. Così come si muove nello spazio del foglio e lo riempie di segni, così si potrebbe muovere nella vita, con fiducia e sicurezza, sapendosi adattare alle situazioni. Questo non andrà confuso, invece, con un disegno che occupa TROPPO lo spazio a disposizione, cioè che esce addirittura dal foglio e risulta essere incompleto perché lo spazio non è sufficiente. Ciò potrebbe segnalare una personalità invadente, un bambino che potrebbe avere la tendenza a prevaricare sugli altri.
  • Il disegno che occupa SCARSAMENTE lo spazio a disposizione, può indicare un bambino introverso, inibito, insicuro. Egli potrebbe faticare a procedere, così come si muove nello spazio del foglio e lo riempie poco, così nella vita potrebbe sentirsi inadeguato e con poca fiducia nelle proprie potenzialità.

Grazie a Rossella per questo interessante approfondimento, vi diamo appuntamento alla prossima tappa del nostro viaggio alla scoperta del disegno infantile!

di Rossella Legnaro – www.grafologando.altervista.org

photo credit: jarmoluk – pixapay


Autore del post

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