Il blog della Nonna 2.0

10 idee regalo per la mamma della mamma

 

Ed ecco un bell’elenco di cosa potreste regalare “alla mamma della mamma” in ordine casuale ma non troppo… ogni riferimento a persone realmente esistenti è del tutto voluto!

Di Nonna Maria

 

 

Cosa manca ai figli unici

 

cosa manca ai figli uniciSilvia Vegetti Finzi sul Corriere Milano di un paio di giorni fa spiega cosa, secondo lei, manca ai figli unici: “un fratello per difendersi”.

 

Il primogenito che non avrà fratelli viene spesso oppresso da attenzioni e aspettative, non solo eccessive, ma anche contraddittorie: deve essere bello, brillante e obbediente, eccellere a casa, a scuola, nelle espressioni artistiche, nello sport e tra gli amici.

Attese così esigenti suscitano spesso sensi di inadeguatezza. …..

Più facile sottrarsi a queste proiezioni quando si è almeno in due e si fa "comunella”.

 

Posso giocare?

Posso giocare?Come potete immaginare accompagno spesso i miei nipoti al parco giochi e mi trovo a fare una riflessione.

Premetto che frequento anche il parco giochi del paese dove andiamo a passare le vacanze in montagna e ho verificato una certa differenza tra il comportamento dei bambini di Milano e quello dei bambini trentini di Carisolo.


Mio nipote più grande (5 anni) ama il gioco del calcio e appena si trova un pallone tra i piedi non sa resistere a tirare. Il problema si pone quando il pallone non è suo e magari è già in uso a qualche gruppetto di altri bambini. Lui generalmente si mette a bordo campo con aria implorante e spera che lo chiamino a giocare.

Se questa strategia non funziona si arma di coraggio e inizia a chiedere “POSSO GIOCARE ANCH'IO?”.

 

Vi assicuro che nella quasi generalità dei casi le risposte possono essere (in ordine casuale):


- no perchè stiamo facendo una partita


- no perchè sei troppo piccolo

- no perchè non sei capace

- no perchè siamo già in tanti

Insomma la risposta è : NO!

 

 

Cosa ho verificato invece sul campo di calcio del parco di Carisolo?


I bambini “rigorosamente del luogo” arrivano alla spicciolata e si trovano proprio al campo. Iniziano le varie “conte”, organizzano le squadrette e iniziano a giocare.


Se per caso arriva un bambino e si piazza a bordo campo, sempre nella quasi generalità dei casi, gli chiedono : VUOI GIOCARE? E vi assicuro che questo si verifica anche nel caso di ragazzini di una decina di anni quindi ben più grandi di mio nipote.

 

E qui mi fermo con il raccontare per farvi una preghiera: insegnate ai vostri bambini ad essere generosi con quelli più piccoli, con quelli meno bravi, con quelli meno forti di loro.


A volte basta soltanto un “dai fai due tiri in porta!!!”

 


Naturalmente ho parlato del gioco del calcio ma vale per qualsiasi altro tipo di gioco.


Non sai salire sulla piramide? Invece di dirgli “come sei scarso, non sei capace!” proviamo a dirgli “dai prova a fare come me!”.

 

Sono piccole cose, lo so e non voglio naturalmente generalizzare però proprio dalle piccole cose nascono quelle ben più grandi e importanti.

 

Aspettative e delusione

Aspettative e delusioneHo appena finito di leggere il libro “AMY e ISABELLE” di Elizabeth Strout. Racconta il rapporto tra una madre e una figlia adolescente, un rapporto teso, intessuto di cose non dette e di una reciproca incomprensione che si trasforma in aperta ostilità quando la madre scopre nella figlia l'esuberanza e la voglia di vivere che un tempo erano state le sue.


Mi piacciono molto i libri che hanno per protagoniste le donne e in particolare il rapporto madre/figlia mi ha sempre interessato.

 

Quando il dolore colpisce chi amiamo

Quando il dolore colpisce chi amiamoAbbiamo paura del dolore, delle malattie, tanto che preferiamo non parlarne, quasi autoconvincerci che tanto non ci toccherà, quando temendo che parlandone possiamo in qualche modo “chiamarlo”, fargli sapere che esistiamo.


Troppo spesso però il dolore ci tocca da vicino comunque, o in noi stessi o nelle persone che amiamo.
In questi giorni una ragazza a me molto cara sta vivendo un responso grave relativo alla sua mamma ed io mi sto chiedendo e richiedendo cosa posso fare per lei.

 

Bambine e make up: solo un gioco innocente?

 

Bambine e makeup

Una giovane mamma mi raccontava che alla sua bambina di 6 anni non è mai interessato travestirsi per Hallowen o Carnevale, però impazzisce di gioia se la mamma le mette lo smalto blu!
Vi dico subito che io non amo vedere bambine piccole con le unghie laccate anche se è fuori discussione che per loro i trucchi della mamma hanno un enorme fascino.

 

Non ho provato questo desiderio di "copiare" la mamma perchè la mia non si truccava per niente e per di più non portava scarpe con il tacco che invece erano la mia passione (ovviamente per quanto mi riguarda parlo di seconda/terza media, sapete bene che negli anni '60 tutto era più ritardato).

Apro una parentesi familiare: mia mamma non ha mai portato tacchi per tutta la vita perchè riteneva di essere troppo alta (diciamo 1.70)!!! Non ha mai conosciuto evidentemente quelle superstangone che calzano tacchi 12 nonostante l'altezza di cui le ha dotate la natura.

 

CONOSCIAMO CHI CI STA VICINO?

 

Nonna Maria e mamma“Una cosa strana e anche triste di cui mi sono accorto è che so tante cose stupide e inutili, o anche importanti e illustri, sui più svariati argomenti, mentre non conosco quasi niente della persona che mi ha generato, la persona, probabilmente, a cui nel mondo sono più simile e a cui devo di più”

 

 Questo è l'interrogativo attorno a cui ruota Vita e morte di un ingegnere, l'ultimo libro di Edoardo Albinati.
Ho letto questa frase e mi sono fatta delle domande: ma veramente conosciamo così poco le persone a noi più vicine?

 

In particolare mi sono soffermata sul rapporto con mia madre, una persona che è stata importante nella mia vita, direi fondamentale per la mia formazione ma che in realtà non conosco.
Mi sono chiesta cosa so di mia madre: so che è stata (ed è tuttora) una grande lavoratrice, una madre e una moglie che ha tenuto sempre “in ordine” la casa, il marito e i figli, che ha saputo far fruttare le poche risorse che aveva ed è stata in grado di offrirci una vita serena, che sa cucinare da grande chef, che cuce bene, che non si è mai sottratta alle responsabilità, alle fatiche.

 

Doniamo il sangue

 

donazioni sanguePrendo spunto da un articolo apparso sul Corriere per parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore : le donazioni di sangue.

 

Un'indagine del Censis evidenzia che, sebbene attualmente i donatori di sangue siano in aumento, per il 2020 si prevede una drastica riduzione con gravi ripercussioni su tutto il sistema sanitario. Questo perchè sempre meno giovani (fascia 30-35 anni) partecipano alle raccolte di sangue da destinare a chi ne ha assoluto bisogno per vivere.

 

Voi che leggete siete mamme, mamme-acrobate, quindi tra le vostre acrobazie per il futuro mettete per favore anche questa: educare i vostri figli a considerare questa pratica come doverosa.

 

 

L'educazione delle fanciulle. Dedicato alle nonne per riderci su

 

l'educazione delle fanciulleHo letto in questi giorni di vacanza il libro scritto a due mani da Franca Valeri e Luciana Littizzetto “L'educazione delle fanciulle”.

Mi incuriosiva sentire cosa raccontava Franca Valeri sull'educazione da lei ricevuta e soprattutto come si poneva rispetto all'educazione di oggi. Il libro è abbastanza divertente e naturalmente rivela l'abisso che esiste tra l'educazione che veniva impartita alle bambine (fanciulle!!) di qualche decina di anni fa e quella che spesso purtroppo non viene impartita alle bambine (fanciulle non ne esistono più!!) di oggi.

Per la fanciulla di allora era sempre troppo presto per sapere le cose della vita. Oggi le possibilità mostruose dell'informazione hanno ormai invaso le tenere orecchie non della fanciulla ma della bambina. I “grandi” non ci provano più a difenderle.

Come sempre sarebbe troppo facile dire “era meglio allora” oppure “molto meglio oggi”. Non credo esista un meglio o un peggio, credo invece che debba sempre esistere la giusta misura. Alle “ragazze di una volta” troppe cose erano precluse, non era bene conoscere né tanto meno fare una quantità di cose. Oggi invece tutto è permesso, tutto è a portata di occhi e di orecchie e ogni traguardo viene bruciato in poco tempo senza dare il giusto tempo di maturazione a tutto ciò che dovrebbe comporre il “progetto vita”.

 

Più affetto e meno regali, ne siamo capaci?

 

mamma bimbo affetti e regaliHo letto un articolo di Don Antonio Mazzi su Famiglia Cristiana nel quale racconta che, dopo aver celebrato la Messa di Natale al Circo Togni, è stato avvicinato da un bambino che gli ha preso la mano e con serietà gli ha sussurrato : “devi dire a quella là (la mamma) che io voglio meno regali e più carezze!”

Il bambino in questione – continua Don Mazzi – era quasi arrabbiato : “Passato il Natale ti porto tutti i regali. Voglio la mia mamma più dolce. E' sempre nervosa. Ho la camera piena di tutto. Io però voglio la mamma. Hai capito? La mamma!”

 

Non sono parole leggere queste, esprimono invece un forte bisogno di affetti che spesso vengono sostituiti da oggetti.
Nella Messa a cui ho assistito il giorno di Natale, il sacerdote ha detto “accontentiamoci di ciò di cui abbiamo veramente bisogno!”
Mi sono interrogata più volte in questi giorni durante i quali sulla tavola c'era troppo, in quei momenti in cui vedere panettoni, cioccolato, torroni ecc. mi dava quasi nausea: so accontentarmi di quello di cui ho veramente bisogno?
In tutta sincerità ci provo ma troppo spesso trasformo in bisogno cose che non lo sono.

 

I miei auguri per il 2012: vi dedico una canzone

 

auguri 2012
Carissime,
ieri sera ho assistito al Piccolo Teatro ad un recital di canzoni di Giorgio Gaber cantate da un coro di bambini e adolescenti.
Lo spettacolo è stato bellissimo e mi sono quasi commossa nel sentire una canzone che si intitola "Non insegnate ai bambini" che, devo ammettere, non conoscevo.
Ve la giro e ne faccio un uso personale: prendetela come il mio augurio per il 2012 per tutti i vostri bambini.

Un abbraccio, Nonna Maria

 
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