Spintoni e lacrime al parchetto. Riflessioni di una mamma

pianto di un bambino

Mi sono sempre detta, prima di diventare mamma, che io mai avrei litigato con altre mamme per causa dei figli. Davvero ci credevo. Mi ero anche detta che tra coetanei… di qualsiasi età… le cose si risolvono “internamente” tra pari. Ora ho un bambino di 4 anni. Simpatico, vivace, molto vivace. E’ un bambino. Sensibile quando vuole ma anche, come si dice, piuttosto tosto.

A volte assisto a incontri a base di spinte e spintoni tra bimbi. Non esagerati, che a mio avviso non richiederebbero nemmeno l’ intervento di un adulto. Mi piace osservarli (sarò sadica, forse). Mi incuriosisce vedere quali meccanismi scattino nelle loro testoline. Certo intervengo se vedo che la cosa in qualche modo degenera. Peraltro socializzo poco con le altre mamme, tendo ad isolarmi da quelle chiacchierate fiume su pannolini, vestitini, cacche e pappe e osservo. Osservo attentamente l’universo dei bambini. E ultimamente vedo cose che non condivido. Ovviamente da parte degli adulti, non dei bambini.

 

Succede, a volte, che qualche bambino, dopo una spinta, si lasci andare a pianti irrefrenabili, disperati e ingiustificate alle volte, motivati in altre. Ci sono bambini particolarmente sensibili, che anche solo una frase detta a "muso duro" li fa scoppiare in lacrime, quella è la loro indole, il loro modo di rispondere ad avvenimenti esterni che li infastidiscono o semplicemente che li contrastano. Sono fatti così.

Altri invece preferiscono continuare a "combattere" senza piangere. Meno sensibili  forse, più corazzati… non lo so ma non per questo più colpevoli. Anche per loro è questione di indole, anche loro sono fatti in quel modo, senza colpe o senza ragioni.

A questo punto il problema si trasferisce dai bambini agli adulti. E' chiaro che la mamma/nonna di chi piange disperato pensi tutto il male possibile di chi ha causato il pianto senza però:

1. avere la minima idea di cosa sia successo

2. tener conto a volte che si trattava, fino a un momento prima, di uno spintonaggio alla pari.

E il bambino che non piange viene indicato subito come "quello manesco" anche se magari quello spintone è arrivato dopo frasi o comportamenti provocatori, dopo spinte forse più lievi o semplicemente meglio "incassate". Chiaro che il più delle volte tutto poi passa in amicizia ma il "marchio" rimane indelebile.

Questo mi dispiace. Davvero non ne faccio un problema di orgoglio. Ne faccio un problema di coerenza. Credo si sia capito “noi” da che parte stiamo ma vi assicuro che, per quante vorranno coglierlo, questo mio sfogo potrebbe diventare un consiglio prezioso anche per chi è dall’altra parte.

O controllate o lasciate correre perché anche insegnare che chi piange più forte ha più ragione non è esattamente la cosa più utile per i vostri bambini…

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Commenti  

 
+1 # RE: Spintoni e lacrime al parchetto. Riflessioni di una mammasonia 2011-02-03 15:26
Sembra il ritratto della situazione che vivo con mio figlio che ha 3 anni.
Medesima indole
medesima etichettatura
medesime riflessioni
Insomma potrei avere scritto tutto io.
C'è chi nasce tosto e chi più morbido, ogni bambino è un meraviglioso universo, non c'è un bambino migliore di un altro.
A me è toccato il tosto ed io lo amo immensamente così come è
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