29 Novembre 2011
di Elisa Capuano - mediatrice culturale
Come noi tutti sappiamo, gli ultimi anni sono stati testimoni di un sensibile incremento dell'uso delle nuove tecnologie e in particolar modo di Internet. Sorto come strumento di lavoro, il web si è ben presto trasformato in una presenza costante nella vita di ciascuno di noi e in particolar modo dei giovanissimi. Nati in quella che viene definita l'era digitale, gli under 18 possono essere annoverati tra i principali fruitori della rete, con tutti i vantaggi e i rischi che ne derivano. Di fronte a un massiccio grado di penetrazione di Internet nella vita di bambini e adolescenti, viene spontaneo chiedersi se siamo sufficientemente informati sulle pratiche d'uso di questo importante mezzo di comunicazione da parte dei nostri figli.
Ad aiutarci a fare chiarezza arriva il rapporto EU KIDS Online, il progetto finanziato dal Safer Internet Programme della Commissione Europea, dedicato all'approfondimento e alla tutela dell'utilizzo del web da parte dei minori, presentato recentemente a Milano in occasione del Convegno “Bambini, Adolescenti e Web” promosso dalla Società Italiana di Pediatria. Dall'analisi svolta in 25 paesi europei su un campione di 25.142 bambini e adolescenti tra i 9 e i 16 anni, emerge che l'attività digitale comincia molto presto e coinvolge un numero sempre maggiore di giovanissimi.
27 Ottobre 2011
di Elisa Capuano - mediatrice culturale
Dopo aver parlato in questo post di multiculturalità e di come affrontare con i nostri bimbi questo importante argomento, ora passiamo invece al lato pratico, come vi avevo anticipato, e vediamo insieme alcune attività che possiamo proporre ai nostri figli sul tema della multiculturalità e della conoscenza di sé e degli altri.
Un'attività da fare con i bambini che ho sperimentato più volte e che amo molto, poiché non necessita di spazi particolari e può essere svolta ovunque, è quella della Carta d'identità. Dopo aver chiesto ai bambini, muniti di un foglio precedentemente piegato a metà e di matite colorate o pennarelli, di disporsi in cerchio, si chiederà loro di realizzare nella metà destra del foglio un autoritratto; terminata la fase del disegno, l'adulto-facilitatore aiuterà il bambino a compilare la parte sinistra del foglio con i classici dati riportati all'interno di una normale carta d'identità, apportando però alcune modifiche: oltre ai soliti nome, cognome, data di nascita, capelli, occhi, si può giocare con una serie di variabili quali colore, gioco, cibo, cartone animato, amico preferito... e chi più ne ha più ne metta, a patto che i dati siano gli stessi per tutti i componenti del gruppo. Una volta che la carta d'identità sarà pronta, si procederà con la condivisione; uno ad uno i bambini saranno invitati a presentasi agli altri e, ascoltati i racconti di tutti, compito del facilitatore sarà quello di rimarcare le differenze e le somiglianze emerse: “Tutti abbiamo una faccia e un corpo diversi dagli altri, ma in alcune cose siamo uguali, Pablo ad esempio ha i capelli scuri e gli occhi scuri, Lisa ha i capelli biondi e gli occhi azzurri; anche Luca ha i capelli biondi ma i suoi sono ricci e poi ha gli occhi verdi. Lucia ha la pelle chiarissima, mentre quella di Ronald è più scura. Allo stesso tempo abbiamo gusti uguali ma anche diversi, a Clara piace il gelato alla menta e a Nelson quello alla fragola, a Liu non piacciono gli spinaci però le piacciono tanto le patatine fritte come a Susanna” e così via.
10 Ottobre 2011
di Elisa Capuano - mediatrice culturale
Non molto tempo fa, una cara amica mi ha chiesto in che modo, sulla base della mia esperienza, avrebbe potuto affrontare il tema della multiculturalità con suo figlio di quattro anni, quale sarebbe stata la modalità più chiara e semplice per spiegare la diversità etnica e culturale. Perché lo ha chiesto a me? Perché sono una mediatrice culturale, dovrei saperlo, perché dovrei avere dei modelli di riferimento sui quali basarmi e infatti, teoricamente li avrei, ma ciò nonostante rispondere a questa domanda in modo diretto e preciso non è semplice e richiede qualche riflessione.
Ciò che voglio intendere è che, in ragione di quanto imparato in questi anni nei progetti di educazione ai diritti all'interno delle scuole, non esiste un modo univoco per affrontare tale tematica con i bambini; non c'è una sola strada da seguire, ma piuttosto esistono molteplici modalità d'intervento, da modulare caso per caso, poiché sono davvero tante le variabili con le quali ci interfacciamo. Prima di addentrarmi in questa riflessione e presentarvi alcune delle modalità che ho avuto modo di sperimentare, vorrei condividere un aneddoto raccontatomi qualche anno fa, una storia che mi è rimasta particolarmente impressa, alla quale mi capita spesso di ripensare.
05 Settembre 2011
di Monica Cristina Massola - psicomotricista e consulente pedagogico
“Per me la scuola è l’odore di matite e astucci, di carta e di quaderni nuovi. Un odore che ho ricercato finché la permanenza nel mondo della scuola me lo ha permesso, e che si rinnovava ogni volta che andavo a comprare l’occorrente per l’inizio dell’anno scolastico.”
“Sono andato tre giorni dalle suore, ma piangevo sempre. I miei genitori mi hanno ritirato subito. Dopo qualche mese sono andato alla scuola materna comunale, che era vicino al lavoro del mio papà e mi e sono rimasto”
“All’asilo (scuola dell’infanzia) piangevo sempre e allora mia mamma mi ha tenuto a casa.Sono poi andato alla scuola elementare”
“Mi ricordo che mangiavo le Esse, biscottoni di pasta frolla a forma della lettera ‘S’, le ho cercate per anni da adulta. Avevano un buon sapore.”
05 Giugno 2011
di Agnese Zanchi - odontoiatra
La carie è una malattia. Proprio così, non è semplicemente un fastidio, una seccatura, una cosa che ci fa spendere soldi dal dentista. La carie è una malattia, e data la sua estrema diffusione nella popolazione, è importante imparare a conoscerne i sintomi, i segnali visibili, le cause, la prevenzione e le terapie.
Cominciamo col dire che cos’è una carie. Tecnicamente non è altro che un buchino, un’interruzione della superficie del dente in cui lo strato di smalto è assottigliato o consumato.
Una carie si definisce SUPERFICIALE quando coinvolge solo lo strato superiore, quello dello smalto. Lo smalto non ha nervi, perciò in genere una carie superficiale non dà nessun sintomo. Alcuni pazienti molto sensibili potrebbero però cominciare ad avvertire più del solito gli sbalzi di temperatura (caffè, thè bollente, cocktail ghiacciati, soffio di aria fredda…). Tipicamente questo tipo di carie compare nei solchi dei molari o dei premolari degli adulti (quindi i denti posteriori).
19 Maggio 2011
di Francesca R. Torracca
Parliamo oggi di dislessia, una parola che viene usata con sempre maggiore frequenza e il più delle volte in contesti inadeguati, ma il cui vero significato è ignorato dalla maggior parte delle persone che non ne sono direttamente coinvolte.
La dislessia è un disturbo che colpisce un numero significativo di bambini e del quale si parla molto poco. I bambini affetti da questo disturbo vengono spesso ritenuti semplicemente svogliati o poco motivati, quando in realtà ci sono problemi fisiologici che impediscono loro, se non seguiti in maniera corretta, di apprendere con la stessa facilità di coetanei non dislessici.
E’ per approfondire questo argomento che abbiamo il piacere di rivolgere alcune domande alla dottoressa Rossella Grenci, logopedista, madre di due figli dislessici e autrice, tra le tante cose, di un bellissimo blog che vi invitiamo a visitare www.rossellagrenci.com
07 Aprile 2011
di Manuela Cervetti
Il rapporto tra bambini, web e sicurezza è sempre di più un tema molto caldo per noi genitori. Ormai i nostri figli, fin da piccolissimi, sono abituati ad interagire con una tecnologia che noi nemmeno ci sognavamo alla loro età. Iphone, Ipad, WiFi, MP3, Smartphone, Touchscreen, DigitalTv... c'è da perderci la testa. Avevamo già brevemente toccato questo argomento in questo post, oggi ne vogliamo riparlare perchè, in occasione del lancio della nuova versione del sito www.navigaresicuri.org, abbiamo avuto l'occasione di porre alcune domande a un esperto che ci ha chiarito diversi dubbi e fornito consigli da tenere bene a mente.
Innazittutto due parole per raccontarvi qualcosa del progetto Navigaresicuri che Telecom Italia, in collaborazione con il MIUR - Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e la Fondazione Movimento Bambino e Save the Children, ha ideato per sensibilizzare bambini, genitori e insegnanti a un utilizzo attento e consapevole del Web. Fulcro di questo progetto è appunto il sito internet www.navigaresicuri.org che propone tantissimi spunti, informazioni e dei percorsi pensati per informare, divertendoli, sia bambini che ragazzi.
02 Febbraio 2011
di Agnese Zanchi - odontoiatra

Una delle cose che le mamme mi chiedono più spesso riguardo ai denti dei loro figli è l’età in cui bisogna cominciare a lavarli. Non è una domanda banale, ma visto che noi abbiamo già parlato dell’importanza di avere una dentatura decidua sana, ecco che comprenderemo la necessità di cominciare a curare l’igiene orale del nostro bebè appena possibile. Ho sentito alcuni colleghi e anche alcuni pediatri raccomandare di cominciare a spazzolare i denti intorno all’anno di vita, altri quando spunta il primo dentino… alcune mamme che ho incontrato purtroppo non spazzolano mai i denti dei loro figli… il panorama è molto vario.
23 Gennaio 2011
Di Monica Massola - consulente pedagogico

Da oggi, con questo primo post, diamo il benvenuto tra le mammeacrobate a Monica Cristina Massola, blogger ma soprattutto educatore professionale, consulente pedagogico e psicomotricista. Attraverso i suoi contributi Monica ci proporrà interessanti riflessioni sulle problematiche legate all'infanzia, l'educazione e i rapporti genitori-figli.
Ho provato, quasi per gioco, ad immaginare un breve elenco di alcuni “si dice”, legati alla scuola, quelli che potrebbero pronunciare i genitori, o gli insegnanti, o in minor parte i bambini. E’ un buffo elenco che racconta come, negli anni, cambi il modo di intendere il passaggio a scuola dei (propri) figli. Come cambino i problemi che si incontrano, i dubbi che vengono, che si sia genitori o insegnanti (o insegnanti che sono anche genitori). E' altrettanto curioso provare a indovinare quali parole potrebbe aver detto un docente o un genitore; in alcuni casi potremmo scoprire che è impossibile farlo. E se io fossi un genitore, come in realtà sono, sarei veramente curiosa di capire cosa vuole dire esattamente la maestra quando mi racconta della sua fatica nel gestire, ad esempio, il sonno di mia figlia.
02 Gennaio 2011
di Agnese Zanchi - odontoiatra

Mi chiamo Agnese, sono mamma di 2 bimbi di 2 e 4 anni e sono una dentista. Da diversi anni seguo molti bambini negli studi con cui collaboro e mi sono accorta che molto spesso i pediatri sono un po’ carenti nell’informare i genitori sulle problematiche associate ai denti e più in generale all’igiene orale: da sempre cerco di rispondere il più chiaramente possibile alle domande e ai dubbi dei genitori dei miei piccoli pazienti… è quello che cercherò di fare anche qui, proponendo alcuni argomenti generali e mettendomi a disposizione per suggerimenti riguardo ad altre questioni di vostro interesse! Prima di affrontare temi più interessanti, è necessario cominciare con una veloce infarinatura di base. La dentizione dell’adulto si compone di 32 denti, divisi in 2 arcate, superiore e inferiore, distinte ciascuna in 2 emiarcate, destra e sinistra.
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