Anche le zie sono acrobate!

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Acrobate si nasce. E io lo nacqui, modestamente.
Ma non ci si rende mai conto di esserlo veramente finché non nascono loro. No, non i figli. O meglio, non solo loro.
Mi riferisco ai nipoti. Sì, perché Anche (Anche lo scrivo in maiuscolo, e ritornerò sul perché) le zie sono acrobate.

Le zie che hanno il privilegio di poter giocare, litigare, raccogliere le confidenze, ridere e piangere con quegli esserini che vedono nascere e poi crescere, senza l’incombenza di dover trasmettere una linea educativa ma anzi con la semplicità di dover solo assecondare quella segnata dai genitori.

Ma soprattutto le zie che si sono fatte le ossa sulle urgenze, senza la possibilità di prepararsi con nove mesi di gravidanza; le zie dell’ “Ok, arrivo subito” quando alla febbre dell’ultimo minuto si aggiungono un appuntamento irrimandabile e la baby sitter irraggiungibile. E siamo contente, eh! Ah, se siamo contente… Sempre con un sorriso ebete stampato in faccia, anche se avremmo fatto volentieri a meno delle macchie di cioccolato sui pantaloni bianchi che avevamo indossato pensando già all’aperitivo post lavoro.

Io acrobata lo sono diventata a tutti gli effetti il 14 novembre 2011. In un momento molto particolare della mia vita, che coincideva con la fine del mio matrimonio e l’inizio del lavoro in una nuova casa editrice. In questo vortice Andrea ha saputo farsi spazio con una determinazione invidiabile ed è diventato un insostituibile compagno di viaggio. Che, con la genialità che solo loro sanno avere, mi ha battezzato nei modi più buffi e teneri possibili: da Zia Mia a Zia Anche, quest’ultimo accompagnato da un gesto della manina che stava a indicare “vieni Anche tu”.

Insieme abbiamo disegnato, letto, rincorso piccioni, preso mezzi pubblici, nuotato, mangiato caramelle di nascosto, contato le stelle, dormito, indovinato le forme delle nuvole, fatto giardinaggio, sciato e aspettato Sofia. Che è arrivata puntuale (beh, più o meno) due anni dopo.

Ora siamo in tre, continuiamo a camminare insieme. E di questa strada ho il piacere di lasciare qualche traccia in questo blog.

Zia Anche

Questi siamo noi, Zia Anche e i suoi nipotini.

 

Foto copertina Diritto d’autore: alexandralexey / 123RF Archivio Fotografico


Autore del post

Giornalista professionista e socia di BonnePresse. Si allena con parole, immagini e credendo ad almeno sei cose impossibili prima di colazione. Il suo soprannome preferito è Zia Anche, coniato da Andrea e usato pure da Sofia.