Allattamento e rientro a lavoro: ecco come organizzarsi!

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Allattare è un grande dono sia per la mamma che per il bambino: alimento perfetto, il latte materno fornisce un’alimentazione completa ai neonati, riduce l’incidenza delle malattie infantili, è economico e giova anche alla salute della donna, riducendo il rischio di tumori a seno e ovaie.

Allattare però non è semplice come si può immaginare. Sono tante infatti le mamme oggi che, a causa di problematiche di tipologie differenti, tra le quali anche un mancato supporto da parte di società e famiglia e l’assenza di una preparazione individuale sul tema, interrompono presto l’allattamento o addirittura scelgono di non provarci. Impegnativo e complesso, avviare l’allattamento al seno richiede energie, dedizione e una grande costanza da parte della mamma, ma anche di chi le sta intorno, che la dovrà aiutare ad affrontare difficoltà e possibili dolori.

L’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, insieme a Unicef, attraverso recenti studi, ha dichiarato che i vantaggi dell’allattamento al seno aumentano se protratto a lungo. Il consiglio dunque è di proseguire con l’allattamento esclusivo al seno fino ai 6 mesi di vita del neonato, per poi integrare con un’alimentazione complementare, che significa non abbandonare il latte della mamma ancora per un po’. Secondo le ultime ricerche è consigliabile andare oltre il primo anno di vita: “il latte del secondo anno è molto simile al latte del primo anno dal punto di vista nutrizionale ed anzi è più nutriente. Anche dopo due anni, o più, esso continua a essere una valida fonte di proteine, grassi, calcio e vitamine. Sembra che la sua speciale composizione favorisca uno sviluppo fisiologico del metabolismo e prevenga malattie metaboliche come obesità e diabete, in misura maggiore quanto più il bambino è allattato, proteggendo anche dalle malattie cardiovascolari” (Fonte: Sally Kniedel, Da mamma a Mamma, marzo 2009, La Leche League Italia).

Allattamento e rientro a lavoro: e ora come faccio?

La voglia della mamma di proseguire con l’allattamento però spesso si scontra con il rientro al lavoro e i tanti dubbi che sorgono: come faccio, se non sono con il mio bambino, a dargli ogni giorno il mio latte? La risposta è: basta organizzarsi!

La maggior parte delle donne svezzano i bimbi prima di tornare al lavoro. È indispensabile? No, anche contro il parere di diversi pediatri, che oggi spingono a uno svezzamento molto precoci. Certamente è più comodo: eviterà alla mamma troppe ansie, perché in sua assenza il bimbo sarà comunque in grado di alimentarsi in altro modo con la nonna, la baby sitter o al nido. Ma non è impossibile tornare al lavoro anche con l’allattamento esclusivo. E quando la mamma sarà di ritorno i benefici, anche psicologici, saranno tantissimi, e i momenti di tenerezza da ritagliare con il neonato attraverso l’allattamento saranno ancora più speciali.

Allattare al seno lavorando non è per superdonne (anche se un po’, noi mamme, lo siamo tutte!).

Come fare? Senza troppi timori, ma con un po’ di organizzazione e attenzione a lasciare chi terrà il bambino nelle condizioni di gestirlo e alimentarlo in serenità.

Come faccio a tirarmi il latte?

Imparare a tirarsi il latte, se non lo si è già fatto, è importante. In farmacia o nei negozi specializzati è possibile noleggiare o acquistare il tiralatte. Fare scorte di latte, da conservare in freezer, in appositi contenitori sterili (possono essere in plastica o in vetro, oppure dei sacchetti specifici per latte materno da porre in congelatore) con la data sopra è un impegno da portare avanti con anticipo. La raccolta del latte non deve avvenire necessariamente in una volta sola: non spaventarti quindi se quando tiri il latte non ne esce a sufficienza, puoi farlo in diversi momenti della giornata, lontano dai pasti del tuo bambino, nel giro di 24 ore, conservando il latte in frigorifero fino al raggiungimento della dose che desideri. Segui le istruzioni per tirare il latte.

Per quanto si conserva il latte materno?

Latte fresco:

  • a 15°C si può conservare per 24 ore
  • a 19°-22°C si può conservare per 10 ore
  • a 25°C, si può conservare per 4-8 ore
  • a 0°-4°C, si può conservare per 5-8 giorni

Latte congelato:

  • Freezer posto all’interno del frigorifero: 2 settimane
  • Congelatore con porta autonoma: 3/4 mesi
  • Congelatore separato che mantiene costantemente una temperatura di -19°C: 6 mesi o di più

Come si riscalda il latte materno?

Dal freezer il latte viene posto direttamente a bagnomaria, non va fatto bollire. Non utilizzare il forno a microonde. Controllare sempre la temperatura prima di darlo al piccolo. Una volta che il latte è stato scongelato può essere conservato nel frigorifero fino a 24 ore. Non deve mai essere ricongelato. Lo stesso se è già stato scaldato. In questo caso meglio buttarlo.

Il mio piccolo non è abituato al biberon

Come spesso le ostetriche ripetono, non è necessario impegnarsi ad abituare il bambino prima del distacco dalla mamma: l’istinto lo porterà ad alimentarsi attraverso il biberon perché sentirà l’odore del latte e lo troverà familiare. Spesso però per le mamme questo è fonte di grande preoccupazione: e se non prendesse il biberon dalla nonna? Il consiglio, da mamma, per sentirsi più tranquille, è provare qualche volta prima di lasciarlo.

Ma se non allatto durante il giorno rischio di perdere il latte?

Questo è uno dei timori più grandi delle mamme. E’ fisiologico che se il bambino poppa meno, la madre avrà meno latte. Il consiglio dunque è proseguire l’allattamento quando si è con il cucciolo, allattando a richiesta nel tempo libero (mattina, sera, notte se il bimbo lo desidera e nel weekend). In questo modo verrà stimolata la produzione di latte e non ci sarà alcun rischio di perderlo. Allontaniamo i falsi miti: il latte non scompare improvvisamente! Diverse mamme scelgono di tirarsi il latte in ufficio, magari in pausa pranzo. La decisione però è molto personale.

Il libro consigliato

Se il momento del rientro al lavoro non è troppo vicino, puoi leggere Lavoro & Allatto, di Tiziana Catanzani, Bonomi Editore. L’autrice, Consulente professionale in Allattamento IBCLC (International Board Certificated Lactation Consultant Id.L20992), offre risposte concrete e sostiene le mamme nella scelta di allattare e lavorare, ma anche di uscire la sera o partire per qualche giorno, affrontando la separazione dal bambino e l’organizzazione in assenza della mamma.

 

Fonti: La Leche League Italia

Diritto d’autore: jfkimage / 123RF Archivio Fotografico


Autore del post

Innamorata della vita, dei viaggi, della buona cucina. Smanettona, amo i social e la condivisione, più offline che online: le lunghe tavolate, le domeniche in famiglia, la risate esagerate. Freelance per vocazione, lavoro sul web dal 2009, nel 2013 divento co-founder di PaperProject.it. Nel 2016 realizzo il mio più grande sogno: diventare la mamma di Giacomo.